Papa: anche nella Chiesa cattolica ci sono i fondamentalisti

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Città del Vaticano, 26 set. (askanews) - "Non solamente nelle sette, ma anche all'interno della Chiesa cattolica ci sono gruppi fondamentalisti": lo ha detto il Papa nell'incontro con i gesuiti in Mozambico.

In risposta alla domanda di un confratello, che gli domandava del proselitismo delle sette protestatni, il Papa ha affermato, a quanto riportato dalla Civiltà cattolica: "Tra di voi certamente ci sono teologi, sociologi e filosofi: vi chiedo di studiare e approfondire la differenza tra proselitismo ed evangelizzazione. Leggete bene l'Evangelii nuntiandi di san Paolo VI. Lì è chiaro che la vocazione della Chiesa è quella di evangelizzare. Anzi, l'identità stessa della Chiesa è evangelizzare. Purtroppo, però, non solamente nelle sètte, ma anche all'interno della Chiesa cattolica ci sono gruppi fondamentalisti. Sottolineano il proselitismo più che l'evangelizzazione".

Il Papa ha sottolineato che "bisogna distinguere bene tra quelli che vengono chiamati 'protestanti'. Ce ne sono tanti con i quali possiamo lavorare molto bene e che hanno a cuore l'ecumenismo serio, aperto, positivo. Ma ce ne sono altri che cercano solamente di fare proselitismo e usare una visione teologica della prosperità", ha sottolineato Francesco, che ha consigliato ai gesuiti del Mozambico e dello Zimbabwe un articolo sul tema apparso sulla Civiltà cattolica a firma del direttore, Antonio Spadaro, e del pastore protestante Marcello Figueroa, direttore del settimanale in spagnolo dell'Osservatore Romano.

L'evangelizzatore "non viola mai la coscienza: annuncia, semina e aiuta a crescere. Aiuta", ha detto ancora Francesco. "Chiunque faccia proselitismo, invece, viola la coscienza delle persone: non le fa libere, le fa dipendere. L'evangelizzazione ti dà una dipendenza «paterna», cioè ti fa crescere e ti libera. Il proselitismo ti dà una dipendenza servile, di coscienza, e sociale. La dipendenza dell'evangelizzato, quella «paterna», è il ricordo della grazia che Dio ti ha dato. Il proselito invece dipende non come un figlio, ma come uno schiavo, che alla fine non sa che cosa fare se non gli viene detto".

"Oggi - ha raccontato il Papa - ho sentito una certa amarezza quando ho concluso l'incontro con i giovani. Una signora mi ha avvicinato con un giovane e una giovane. Mi è stato detto che facevano parte di un movimento un po' fondamentalista. Lei mi ha detto in perfetto spagnolo: 'Santità, vengo dal Sud Africa. Questo ragazzo era indù e si è convertito al cattolicesimo. Questa ragazza era anglicana e si è convertita al cattolicesimo'. Ma me lo ha detto in maniera trionfale, come se avesse fatto una battuta di caccia con il trofeo. Mi sono sentito a disagio e le ho detto: 'Signora, evangelizzazione sì, proselitismo no'".