Papa celebra "messa del gallo" per i filippini di Roma domenica

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Città del Vaticano, 13 dic. (askanews) - Papa Francesco celebra per la prima volta la tradizionale "Misa de Aguinaldo" (Messa del Dono) per la comunità filippina di Roma. Domenica pomeriggio, 15 dicembre, alle 16.30 nella basilica di San Pietro, con questa liturgia Bergoglio dà il via al "Simbang Gabi" (Messa della notte), la novena in preparazione alla nascita di Gesù Bambino, una delle celebrazioni più importanti e antiche della tradizione cattolica filippina che ancora oggi coinvolge milioni di comunità residenti in varie parti del mondo. E' detta anche "Misa de Gallo" (Messa del Gallo), perché si celebra all'alba nei nove giorni che precedono il Natale. Un "sacrificio d'amore" che richiede di alzarsi molto presto in giorni feriali e che conferma l'anima cattolica dei filippini. A Roma le altre otto liturgie si terranno nella basilica di Santa Pudenziana di via Urbana, che dal 1991, anno in cui Giovanni Paolo II eresse la cappellania cattolica filippina, è "sede centrale e punto nevralgico per 63 comunità, veri e propri centri pastorali sparsi in vari quartieri cittadini - spiega il presidente Teddy Dalisay a Roma Sette -. Ognuna è composta da un centinaio di persone e per la Messa con il Papa sono stati distribuiti più di 6mila biglietti. Per noi è un momento importante, sarà una domenica di festa e siamo tutti molto felici". Per il direttore dell'Ufficio per la pastorale delle migrazioni del Vicariato monsignor Pierpaolo Felicolo la realtà cattolica filippina a Roma rappresenta "un esempio molto bello per tutta la città. E' - spiega alla testa della diocesi capitolina - una comunità molto forte e articolata che si sostiene nel cammino di una fede semplice e profonda. L'incontro con il Papa sublima anni di presenza nella Capitale, dove mantengono la loro tradizione, la loro fede e cultura ma sempre fedeli a Pietro nel cammino della Chiesa che li ospita, per crescere insieme e fare comunità". Una realtà "ben voluta" dalla città, prosegue Felicolo, che va comunque "sostenuta e accompagnata nel processo di integrazione con una maggiore conoscenza della lingua italiana". A Roma, compresa l'area metropolitana, i filippini residenti sono 47mila, aggiunge padre Ricky Gente, cappellano della Missione con cura d'anime filippina. "Questo è il quarto anno che celebriamo la "Misa de Aguinaldo" nella basilica vaticana ma è la prima volta che presiede il Papa - afferma il sacerdote -. L'Italia è la nostra seconda casa e vogliamo condividere la nostra religiosità e far conoscere le nostre tradizioni. Il Papa ha subito dato la sua disponibilità e quando mi hanno confermato che avrebbe presieduto la Messa, che sarà concelebrata da 150 sacerdoti, ho provato una immensa gioia. Per tutti noi è un grande onore". Alla liturgia sarà presente anche l'ambasciatore filippino presso la Santa Sede Grace Relucio Princesa la quale condivide con padre Ricky la preoccupazione per i giovani di terza generazione nati in Italia. "Molti di loro non sono mai stati nelle Filippine o vi hanno trascorso poco tempo durante le vacanze - dice il sacerdote -. Faticano a trovare una propria identità, non si sentono né italiani né filippini". L'ambasciata presso la Santa Sede e quella Filippina in Italia "stanno avviando in tal senso un progetto per trasmettere ai ragazzi i valori e la cultura filippina" aggiunge Princesa. Le comunità romane, aggiunge ancora Dalisay, sono già al lavoro per le celebrazioni che le vedranno protagoniste fra due anni, in occasione del 30esimo anniversario di presenza a Roma, che coincide con il cinquecentenario dell'evangelizzazione delle Filippine - il quinto più grande paese cristiano al mondo - dove nel 1521 approdò il navigatore portoghese Ferdinando Magellano.