Papa: col Padre Nostro siamo come bambini nell'eta dei perché

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Città del Vaticano, 28 lug. (askanews) - Il Padre nostro, "forse il dono più prezioso lasciatici dal divino Maestro nella sua missione terrena", è "la sintesi di ogni preghiera, e noi la rivolgiamo al Padre sempre in comunione con i fratelli": lo ha detto il Papa all'Angelus in piazza San Pietro. Proprio in collegamento con la preghiera rivolta al Dio-Padre, Gesù, ha ricordato Francesco, "racconta la parabola dell'amico importuno, che chiede con insistenza: a me - ha proseguito Francesco - viene in mente quello che fanno i bambini verso 3 anni, 3 anni e mezzo, che cominciano a domandare cose che non capiscono. Nella mia terra si chiama l'età dei perché, credo che anche qui sia lo stesso. I bambini comincinao a guardare il papà e chiedono spiegazione: perché? Stiamo attenti: quando il papà comincia a spiegare il perché loro arrivano con un'altra domanda, senza ascoltare tutta la spiegazione. Cosa suiccede? Succede che i bambini si sentono insicuri di tante cose che cominciano a capire a metà, e soltanto vogliono tirare su di loro lo sguardo del papà. Per questo domandano: perchè? perché? perche? Noi nel Padre Nostro, se ci fermiamo alla prima parola, faremo lo stesso di quando eravamo bambini: tirare su di noi lo sguardo del Padre. Dire: Padre, Padre, perché? perché? E lui ci guarderà. Chiediamo a Maria, donna orante - ha detto il Papa concludendo la preghiera domenicale mariana - di aiutarci a pregare il Padre uniti a Gesù per vivere il Vangelo, guidati dallo Spirito Santo".