Papa: conflitto in LIbia favorisce mafie che sfruttano migranti

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Città del Vaticano, 9 gen. (askanews) - Il Papa torna a fare appello per i migranti vittime di "vere e proprie mafie" e mette in luce, in particolare, che il conflitto in Libia non fa aumentare questo rischio, in occasione della tradizionale udienza di inizio anno al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede.

Parlando del Medio Oriente, il Papa ha fatto riferimento allo Yemen, "che vive una delle più gravi crisi umanitarie della storia recente, in un clima di generale indifferenza della Comunità internazionale", e alla Libia, "che da molti anni attraversa una situazione conflittuale, aggravata dalle incursioni di gruppi estremisti e da un ulteriore acuirsi di violenza nel corso degli ultimi giorni. Tale contesto - ha proseguito il Papa - è fertile terreno per la piaga dello sfruttamento e del traffico di essere umani, alimentato da persone senza scrupoli che sfruttano la povertà e la sofferenza di quanti fuggono da situazioni di conflitto o di povertà estrema. Tra questi, molti finiscono preda di vere e proprie mafie che li detengono in condizioni disumane e degradanti e ne fanno oggetto di torture, violenze sessuali, estorsioni. In generale, occorre rilevare che nel mondo vi sono diverse migliaia di persone, con legittime richieste di asilo e bisogni umanitari e di protezione verificabili, che non vengono adeguatamente identificati. Molti rischiano la vita in viaggi pericolosi per terra e soprattutto per mare. E' con dolore che si continua a constatare come il Mare Mediterraneo rimanga un grande cimitero. E' sempre più urgente, dunque, che tutti gli Stati si facciano carico della responsabilità di trovare soluzioni durature".