Papa ha creato a Roma casa per ex suore finite per strada -2-

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Città del Vaticano, 23 gen. (askanews) - Molti i motivi che possono spingere le religiose a uscire dal convento: "Sicuramente influisce molto il contesto culturale attuale, in cui è difficile assumere responsabilità per tutta la vita. Questo è vero, ma i motivi sono vari: problemi affettivi, storie personali piene di ferite. Molte volte la formazione iniziale è molto bella, poi il paragone con la vita della comunità in cui la religiosa si ritrova a vivere è deludente. Le motivazioni sono varie. Ma soprattutto bisogna cambiare fortemente la formazione. Essa dovrà essere personalizzata e curata per tutta la vita, creare cioè la coscienza di essere sempre in formazione in un contesto di fraternità".

Forse, afferma l'intervistatrice, le suore sono anche deluse perché si ritrovano a fare lavori umili, ad av e re mansioni amministrative noiose o che non corrispondono alla formazione che hanno ricevuto. "Qui c'è anche tutto il problema dell'abuso dell'autorità", risponde il cardinale brasiliano. "Come dice il Papa, quando l'autorità è interpretata come potere e non come servizio si può arrivare a situazioni dolorose. Io penso che anche le persone che hanno ruoli direttivi dovrebbero imparare a condividere con la comunità la vita e tutte le necessità: la cucina, le pulizie... Essendo però rispettate nel loro ruolo di servizio di autorità".

Per Braz de Aviz, ci sono anche alcuni casi di abuso di potere che riguarda le donne: "Le donne consacrate alle volte hanno una forza di potere straordinaria in alcune congregazioni. Noi abbiamo avuto casi, non molti per fortuna, di superiore generali che una volta elette, non hanno più ceduto il loro posto. Hanno aggirato tutte le regole. Una ha voluto persino cambiare le costituzioni per poter restare superiora generale fino alla morte. E nelle comunità ci sono religiose che tendono a ubbidire ciecamente, senza dire ciò che pensano. Tante volte si ha paura, nel caso delle donne ancora di più, si ha paura della superiora. Nella vera obbedienza, al contrario, è necessario dire quello che il Signore suggerisce dentro, con coraggio e verità, per offrire al superiore più luce per decidere. E poi obbedire, come ha fatto Gesù".