Papa: crisi ecologica non è fantasia, ora rivoluzione dal basso

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Città del Vaticano, 27 set. (askanews) - "La crisi ecologica, specialmente il cambiamento climatico, non è un'esagerazione o la fantasia di qualcuno che si diverte a destabilizzare": lo scrive Papa Francesco nell'introduzione al libro "L'alfabeto verde di Papa Francesco: salvare la terra e vivere felici" della vaticanista Franca Giansoldati. Jorge Mario Bergoglio denuncia i fatto che le analisi scientifiche "sono state ignorate per troppo tempo, giudicate con un certo disprezzo e persino talvolta con ironia", auspica una "rivoluzione dal basso" degli stili di vita e - pur senza esplicito riferimento a Greta Thunberg e al movimento globale di protesta - sottolinea che non è giusto che siano i giovani a "pagare il costo dell'irresponsabilità della generazione di chi li ha preceduti".

Il libro esce in libreria nei giorni dello sciopero globale dei giovani per il clima (Frydays For Future), ma non è legato a questo avvenimento. E del resto, come ha avuto a ricordare Alessandro Gisotti, viceresponsabile editoriale della Santa Sede, nel corso della presentazione di un libro che raccoglie i discorsi del Papa ai movimenti popolari, "tra pochi mesi celebriamo il quinto anniversario della Laudato si. La cura del creato - ha detto Gisotti in risposta ai giornalisti che domandavano se ci sia convergenza tra Francesco e il movimento ambientalista ispirato da Greta Thunberg, che peraltro Bergoglio ha salutato nei mesi scorsi a margine di una udienza generale - è nell'agenda del Papa anche ben prima dei fenomeni importanti di questi ultimi tempi".

Il libro di Giansoldati, scrive ad ogni modo il Papa, presenta "un decalogo da adottare per un cammino collettivo, consapevole e illuminato", scrive il Papa, a quanto riportato da Vatican News, "per invertire la corsa verso il baratro" e "incamminarci, tutti, mano nella mano, in una direzione di salvezza".

"In tutto il pianeta - ammonisce Francesco - sono sempre più frequenti fenomeni climatici estremi e devastanti. Difficile non accorgersi che l'incremento delle temperature dei mari, lo scioglimento dei ghiacci, l'accumulo di vapore acqueo nell'atmosfera, gli uragani o le alluvioni causano a loro volta altre tragedie collaterali, spingendo intere popolazioni, milioni e milioni di persone, a cercare una via di fuga alternativa per vivere. Come si fa a negare che un elemento non sia collegato all'altro?".

E' giusto poi - chiede il Papa - che siano le nuove generazioni "a dover pagare il costo dell'irresponsabilità della generazione di chi li ha preceduti?" I giovani "ormai hanno compreso che erediteranno un mondo piuttosto rovinato". "È giusto che debbano farsi carico dei danni provocati da un sistema" dove "la transizione energetica e la tutela della Casa Comune non sembrano essere prioritari, e cedono il passo agli interessi di una pratica economica e finanziaria piuttosto fiacca e ostile all'idea di riformare se stessa?".

"Non servirebbe allora, da parte di tutti, - sollecita Francesco - un costante impegno a lavorare con uno spirito nuovo, al fine di promuovere passi concreti per rimettere in sesto il pianeta? Abbiamo enormi responsabilità e di questo sfacelo Dio un giorno ci chiederà conto", ammonisce il Papa, auspicando "una rivoluzione dal basso che parta dalle scelte quotidiane, dal momento in cui si va a fare la spesa al momento in cui si investono i propri risparmi, per esempio orientandoli verso banche etiche, rispettose degli equilibri solidali".

"E' tempo conclude la nota di Papa Francesco - che i cristiani inizino davvero a fare rete, a pensare in modo collettivo, sapendo che qualsiasi scelta, anche la più piccola, fa la differenza e che assieme, uniti, si possono cambiare le cose e invertire la rotta che porta alla distruzione della Casa Comune".