Papa: cure mediche e assistenza non siano precluse ai più emarginati

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Image from askanews web site
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Città del Vaticano, 4 gen. (askanews) - "Molti passi avanti sono stati fatti, ma molta strada rimane ancora da percorrere per assicurare a tutti i malati, anche nei luoghi e nelle situazioni di maggiore povertà ed emarginazione, le cure sanitarie di cui hanno bisogno; come pure l'accompagnamento pastorale". E' quanto chiede Papa Francesco nel suo Messaggio in occasione della XXX Giornata Mondiale del Malato, che si svolgerà l'11 febbraio, memoria liturgica della Beata Vergine Maria di Lourdes, sul tema "Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso".

Il pontefice ha ricordato che "quando una persona sperimenta nella propria carne fragilità e sofferenza a causa della malattia, anche il suo cuore si appesantisce, la paura cresce, gli interrogativi si moltiplicano, la domanda di senso per tutto quello che succede si fa più urgente. Come non ricordare, a questo proposito, - ha subito aggiunto - i numerosi ammalati che, durante questo tempo di pandemia, hanno vissuto nella solitudine di un reparto di terapia intensiva l'ultimo tratto della loro esistenza, certamente curati da generosi operatori sanitari, ma lontani dagli affetti più cari e dalle persone più importanti della loro vita terrena?". Da qui, allora, "l'importanza di avere accanto dei testimoni della carità di Dio che, sull'esempio di Gesù, misericordia del Padre, versino sulle ferite dei malati l'olio della consolazione e il vino della speranza". Nel suo messaggio, Francesco ha voluto, quindi, ringraziare tutti gli operatori sanitari per il loro costante impegno e dedizione. "L'invito di Gesù a essere misericordiosi come il Padre acquista un significato particolare per gli operatori sanitari. - ha infatti affermato - Penso ai medici, agli infermieri, ai tecnici di laboratorio, agli addetti all'assistenza e alla cura dei malati, come pure ai numerosi volontari che donano tempo prezioso a chi soffre. Cari operatori sanitari, il vostro servizio accanto ai malati, svolto con amore e competenza, trascende i limiti della professione per diventare una missione".

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