Papa denuncia: critiche per soldi a processo matrimoniale breve

Red
·3 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Città del Vaticano, 29 gen. (askanews) - "Por la plata baila el mono, per i soldi balla la scimmietta": con il suo consueto linguaggio immaginifico, Papa Francesco ha criticato quanti - notai, vicari giudiziali - hanno fatto resistenza alla sua riforma dei processi matrimoniali, introducendo già anni fa la gratuità per i fedeli indigenti e - riportando in capo al vescovo la sentenza - il "processo breve", denunciando che il motivo è stato, banalmente, la preoccupazione di perdere clienti e denaro.

"Non vorrei finire oggi senza un commento più familiare tra noi perché il nostro caro decano (mons. Pio Vito Pinto, ndr.) avrà fra alcuni mesi la giovinezza di 80 anni e dovrà lasciarci", ha detto il Papa concludendo a braccio il suo discorso. "Io vorrei ringraziare lui, il lavoro fatto e non sempre compreso, e soprattutto vorrei ringraziare monsignor Pinto per quella tenacia che ha avuto per portare avanti la riforma dei processi matrimoniali".

Una riforma che egli stesso ha ricordato per sommi capi, tornando a delinearne sia i contorni che le resistenza suscitate: "Una sola sentenza, poi il processo breve che è stato come una novità ma è naturale perché il vescovo è giudice: ricordo che poco tempo dopo la formulazione del processo breve mi chiamò un vescovo 'ma io ho questo problema, una ragazza vuole sposarsi in chiesa ma è stata sposata alcuni anni fa in chiesa, ma è stata costretta perché era incinta, ho chiesto a un prete che facesse il vicario giudiziale, a un altro che facesse il difensore del vincolo, i testimoni dicono che è stata forzata, che il matrimonio era nullo, santità che devo fare?', e io gli chiesi: 'Dimmi, hai una penna a mano? Firma. Tu sei il giudice, senza tante storie'. Questa riforma, soprattutto il processo breve, ha avuto e ha tante resistenze. Vi confesso che dopo la promulgazione ho ricevute lettere, tante non so quante ma tante, quasi tutte di notai che perdevano la clienatela: e lì c'è il problema dei soldi... in Spagna si dice 'por la plata baila el mono', per i soldi balla la scimmietta, un detto chiaro: e anche con dolore ho visto in alcune diocesi la resistenza di qualche vicario giudiziario che con questa riforma perdeva un certo potere perché si accorgeva che il giudice non era lui ma il vescovo".

"Ringrazio monsignor Pinto per il coraggio che ha avuto", ha concluso Jorge Mario Bergoglio - e anche per la strategia per portare avanti questo modo di pensare, di giudicare, fino al voto per unanimità che ha dato a me la possiblità di firmare. La doppia sentenza, Papa Lambertini che monsignor Pinto ha citato, ha dovuto fare la doppia sentenza per problemi economici, ma ora torniamo alla verità: il giudice è il vescovo, va aiutato dal vicario giudiziario, dal promotore di giustizia, ma lui è il giudice e non può lavarsene le mani. Tornare a questo è la verità evangelica. E poi ringrazio monsignor Pinto per il suo entusiasmo per fare la catechesi di questo, gira il mondo, è un hoo entusiasta... ma - ha detto infine il Papa suscitando le risate dei presenti - entusiasta in tutti i toni, perché anche lui ha un caratteraccio di quelli! E' un modo negativo dell'entusiasmo, ma avrà tempo di correggersi adesso! Ma tutti ne abbiamo: interpreto l'aplauso - ha chiosato a commento dei battimani - come un applauso al caratteraccio: grazie tante monsignor Pinto, grazie, grazie, grazie".