Papa: errore pensare che questa è guerra tra Russia e Ucraina e basta

Image from askanews web site
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Città del Vaticano, 28 set. (askanews) - "È in corso una guerra e credo sia un errore pensare che sia un film di cowboy dove ci sono buoni e cattivi. Ed è un errore anche pensare che questa è una guerra tra Russia e Ucraina e basta. No: questa è una guerra mondiale". Lo ha detto Papa Francesco in una intervista, che sarà pubblicata sul prossimo nunero de "La Civiltà Cattolica", e rilasciata il 15 settembre scorso, nel corso del suo viaggio apostolico in Kazakistan, dove ha incontrato 19 gesuiti che operano nella cosiddetta "Regione russa" della Compagnia di Gesù.

"Qui la vittima di questo conflitto è l'Ucraina. Io intendo ragionare sul perché questa guerra non sia stata evitata. E la guerra è come un matrimonio, in un certo senso. Per capire, bisogna indagare la dinamica che ha sviluppato il conflitto. Ci sono fattori internazionali che hanno contribuito a provocare la guerra", ha poi spiegato nel suo incontro con i religiosi.

Francesco è, quindi, tornato a ricordare "che un capo di Stato, a dicembre dello scorso anno, è venuto a dirmi di essere molto preoccupato perché la Nato era andata ad abbaiare alle porte della Russia senza capire che i russi sono imperiali e temono l'insicurezza ai confini. Lui ha espresso paura che ciò avrebbe provocato una guerra, e questa è scoppiata due mesi dopo. - ha spiegato il Papa - Dunque, non si può essere semplicisti nel ragionare sulle cause del conflitto. Io vedo imperialismi in conflitto".

Il problema, ha poi aggiunt, è che "quando si sentono minacciati e in decadenza, gli imperialismi reagiscono pensando che la soluzione sia scatenare una guerra per rifarsi, e anche per vendere e provare le armi. Qualcuno dice, ad esempio, che la guerra civile spagnola è stata fatta per preparare la Seconda guerra mondiale. Non so se sia davvero così, ma potrebbe esserlo. Non dubito, però, che stiamo già vivendo la Terza guerra mondiale. In un secolo ne abbiamo viste tre: una tra il 1914 e il 1918, una tra il 1939 e il 1945, e adesso viviamo questa".