Papa: essere tralci attaccati alla vite, missionario è discepolo

Image from askanews web site
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Roma, 18 giu. (askanews) - "Se siamo come tralci ben attaccati alla vite, la linfa dello Spirito passa da Cristo in noi e qualsiasi cosa facciamo porta frutto, perché non è opera nostra, ma è l'amore di Cristo che agisce attraverso di noi. Questo è il segreto della vita cristiana, e in particolare della missione, dovunque, in Europa come in Africa e negli altri continenti. Il missionario è il discepolo che è così unito al suo Maestro e Signore, che le sue mani, la sua mente, il suo cuore sono 'canali' dell'amore di Cristo. Perché il 'frutto' che Lui vuole dai suoi amici non è altro che l'amore, il suo amore, quello che viene dal Padre e che ci dona con lo Spirito Santo". Così Papa Francesco, ricevendo nel Palazzo Apostolico Vaticano, i partecipanti al 19esimo Capitolo Generale dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù.

"Ecco perché alcuni grandi missionari, come Daniele Comboni, ma anche, ad esempio, come Madre Cabrini, hanno vissuto la loro missione sentendosi animati e 'spinti' dal Cuore di Cristo. E questa 'spinta' ha permesso loro di uscire e di andare oltre: non solo oltre limiti e confini geografici, ma prima ancora oltre i loro stessi limiti personali. La spinta dello Spirito Santo è quella che ci fa uscire da noi stessi, dalle nostre chiusure, dalla nostra autoreferenzialità, e ci fa andare verso gli altri, verso le periferie, là dove maggiore è la sete di Vangelo. Il tratto essenziale del Cuore di Cristo è la misericordia, la compassione, la tenerezza. E allora penso che voi siete chiamati a portare questa testimonianza dello 'stile di Dio' nella vostra missione, là dove siete e dove lo Spirito vi guiderà. La misericordia, la tenerezza è un linguaggio universale, che non conosce confini", ha aggiunto il Pontefice.

E poi ha parlato dei "quattro aspetti sui quali avete deciso di lavorare nel vostro Capitolo: la regola di vita, il cammino formativo, la ministerialità e la comunione dei beni", bisogna fare in modo che "tutto risponda alle esigenze dell'evangelizzazione, e intendo anche allo stile dell'evangelizzare: che sia gioioso, mite, coraggioso, paziente, pieno di misericordia, affamato e assetato di giustizia, pacifico, insomma: lo stile delle Beatitudini".

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