Papa: "Festa Santo Stefano ci ricorda i tanti martiri di ieri e di oggi"

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"La festa del protomartire Stefano ci chiama a ricordare tutti i martiri di ieri e di oggi, e ce ne sono tanti, a sentirci in comunione con loro, e a chiedere a loro la grazia di vivere e morire con il nome di Gesù nel cuore e sulle labbra. Maria, Madre del Redentore, ci aiuti a vivere questo tempo di Natale fissando lo sguardo su Gesù, per diventare ogni giorno più simili a Lui". Lo ha detto il Papa celebrando l'Angelus in Piazza San Pietro. 

"Nel clima gioioso del Natale, questa memoria del primo cristiano ucciso per la fede potrebbe apparire fuori luogo. Tuttavia -ha proseguito Francesco- proprio nella prospettiva della fede, l'odierna celebrazione si pone in sintonia con il vero significato del Natale. Nel martirio di Stefano, infatti, la violenza è sconfitta dall'amore, la morte dalla vita: egli, nell'ora della testimonianza suprema, contempla i cieli aperti e dona ai persecutori il suo perdono".  

"Stefano era diacono, uno dei primi sette diaconi della Chiesa. Egli ci insegna ad annunciare Cristo attraverso gesti di fraternità e di carità evangelica. La sua testimonianza, culminata nel martirio, è fonte di ispirazione per il rinnovamento delle nostre comunità cristiane. Esse sono chiamate a diventare sempre più missionarie, tutte protese all'evangelizzazione, decise a raggiungere gli uomini e le donne nelle periferie esistenziali e geografiche, dove più c'è sete di speranza e di salvezza. Comunità - ha osservato il Papa - che non seguono la logica mondana, che non mettono al centro se stesse, la propria immagine, ma unicamente la gloria di Dio e il bene della gente, specialmente dei piccoli e dei poveri".