Papa, Fisichella: richiesta di perdono? E' un atto di coraggio

Dmo

Roma, 2 gen. (askanews) - "Questo è il Papa della vicinanza e del contatto, dell'abbraccio. Capita dunque spesso che le persone prendano confidenza e si sentano autorizzate a tirarlo a sé, a trattenerlo, a strattonarlo. Come si è ben visto, la signora dell'altro ieri quasi lo faceva cadere. Diventa così comprensibile che in qualche occasione Francesco si sia trovato a difendersi. La difesa può magari risultare vibrata, o eccessivaeallora può arrivare una parola di scusa. E in questa occasione è arrivata". L'arcivescovo Rino Fisichella commenta sul Corriere della Sera il gesto di stizza compiuto da Francesco l'altro ieri e la richiesta di scuse che ne ha fatto ieri.

Il Papa "non si sottrae. Molti avvicinandolo gli chiedono se possono abbracciarlo e lui sempre accetta. Non vuole essere isolato dalla folla, chiuso nella papamobile, distanziato dalle transenne. Ma ci sono degli eccessi dai quali rifugge perché li vede come un tributo d'onore che va rivolto solo a Dio, non a un uomo. Non sopporta che qualcuno gli si inginocchi davanti, per esempio. La presa possessiva-come poteva essere quella della donna di cui stiamo parlando - credo la veda come un tale eccesso. Si racconta che Padre Pio avesse reazioni durissime verso chi voleva toccarlo a modo di un idolo. In Francesco vedo un simile atteggiamento di umiltà nel rifiutare gesti che sanno di fanatismo". (Segue)