Il Papa: Le chiacchiere sono come il terrorismo, anche in Vaticano

Maria Elena Ribezzo
Papa Francesco: Chiacchiere sono come terrorismo, anche in Vaticano

"Cosa mi spaventa? La malvagità della gente mi fa paura. Mi spaventa la cattiveria, perché può fare tanto male in famiglia, sul posto di lavoro, anche in Vaticano quando c'è il 'chiacchieraggio'". Continua il giro di visite di Papa Francesco tra le parrocchie di Roma. Questa volta fa tappa a Santa Maddalena di Canossa, nella borgata Ottavia, periferia a nord-est della capitale (la stessa in cui vive la sindaca, Virginia Raggi). Si ferma a parlare a lungo con i bambini e i ragazzi del catechismo, in un colloquio estremamente informale, come di solito fa quando parla con i più piccoli. Risponde alle domande senza esitazione e si  sofferma sulle "maldicenze": "Le chiacchiere - dice - sono come il terrorismo: distruggono tutto e soprattutto distruggono il tuo cuore, che diventa arido. Se proprio volete dire una cattiveria, piuttosto mordetevi la lingua: vi farà male, ma almeno non farete del male agli altri. Sparlare dell'altro di nascosto, distruggerlo, è bruttissimo, è come fare la strega".

"E voi avete momenti belli?", chiede il Papa ai ragazzi. "Ti piace guardarti in tv?", risponde un bambino. "Ma no, la tv mi fa brutto. Avete visto come la tv cambia la faccia? E' una stupidaggine perdere tempo per guardarsi in tv".

Delle chiacchiere torna a parlare anche nell'omelia della messa: "Noi siamo abituati a parlare dei peccati altrui, ma questa è una cosa brutta. Invece di parlare di quelli altrui, guardiamo ai nostri peccati. Questo è il cammino verso la Pasqua". Invece, ha spiegato, fermiamoci a pensare a "quanto amore ha avuto per noi Gesù", che "si è fatto maledizione di Dio per noi. Il figlio benedetto, nella Passione è diventato maledetto perché ha preso su di lui tutti i nostri peccati". "Gesù il figlio di Dio, Dio stesso, si è annientato per salvarci e per usare una parola troppo forte si è fatto 'peccato'. E il peccato è la cosa più brutta, è lo schiaffo a Dio. E' come dire a Dio: tu non mi importi. Ecco, Gesù si è annientato, si è abbassato sino a lì". 

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