Papa Francesco incontra in Vaticano i profughi di Lesbo

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Città del Vaticano, 19 dic. (askanews) - Papa Francesco incontra oggi in Vaticano al termine delle udienze della mattina, i 33 profughi da Lesbo richiedenti asilo politico, tra cui 14 minori; tra loro anche una decina di fedeli cristiani. Inoltre il Pontefice - ha dichiarato il direttore della Sala Stampa vaticana Matteo Bruni - farà posizionare una croce, nell'accesso al Palazzo Apostolico dal Cortile del Belvedere, in ricordo dei migranti e dei rifugiati.

I profughi di Lesbo che incontra oggi il Papa sono giunti a Roma grazie ad un corridoio umanitario, accompagnati dal cardinale Konrad Krajewski e dalla Comunità di Sant'Egidio che avevano avuto modo di verificare la drammatica situazione dei rifugiati che vivono da mesi nell'isola greca in condizioni disumane.

Sulle orme del Papa, che a Lesbo venne nel 2016, l'Elemosiniere apostolico è tornato a Moria a dicembre 2019, con le temperature ormai più basse, per constatare di persona la situazione. Ad affiancarlo, ancora una volta, la Comunità di Sant'Egidio. Un sorriso, una stretta di mano, un rosario di Francesco, un piccolo contributo in denaro donato soprattutto alle mamme con i bambini piccoli, incontrate anche al centro ricreativo della Ong Team Humanity, dove in questo periodo si distribuiscono giacche e cappotti. "Quando siamo stati qui a maggio - racconta il cardinale Krajewski a Vatican News - non c'erano tutte queste tende: ci dicono che ci sono arrivi di 2-300 persone durante la notte. Adesso serve la buona volontà di chi governa per svuotare questi che sono 'campi di concentramento'. Cominciamo intanto col portare via da questo campo 33 persone e speriamo che tutta la Chiesa in Europa si apra in questo modo, che tutte le Conferenze episcopali invitino le persone per ospitarle nelle proprie diocesi".

L'accoglienza è a carico della Santa Sede e di Sant'Egidio, con ospitalità a Roma presso la casa famiglia della Comunità a Santa Maria in Trastevere, ma anche in appartamenti messi a disposizione da privati e case religiose, da piccole fondazioni e parrocchie. Daniela Pompei, responsabile dei servizi immigrazione e integrazione della Comunità di Sant'Egidio, spiega chi siano i 33 migranti. "Sono famiglie con minori e un gruppo di giovani afghani, anche anziani, poi una donna del Camerun e una donna del Togo. Queste persone - aggiunge - sono in attesa a Lesbo da tanti mesi, alcuni aspettano il primo colloquio alla commissione per la richiesta d'asilo e l'appuntamento per loro è previsto per il 2021: vuol dire essere fermi sull'isola anche per due anni. È importante ricominciare a vivere e farlo presto. Il percorso di integrazione comincerà subito: sono previste le iscrizioni a scuola per i minori e l'inserimento ai corsi per gli adulti, per imparare la lingua italiana".