Papa Francesco: “La xenofobia è una malattia come il morbillo”

papa francesco

Papa Francesco ha terminato il suo viaggio in Madagascar e durante il volo di ritorno in Italia ha parlato di xenofobia. Il Pontefice ritiene, infatti, che quest’ultima non sia un problema relegato soltanto all’Africa, ma invece sia “una malattia, come il morbillo”. “I muri – ha aggiunto – lasciano soli coloro che li fabbricano. Sì, lasciano fuori tanta gente, ma coloro che rimangono dentro i muri rimarranno soli, e alla fine della storia sconfitti”. Inoltre, tra i temi toccati da Francesco ci sono anche gli attacchi al cattolicesimo conservatore negli Usa. Il Papa, inoltre, non teme una scisma ma si preoccupa infine dell’ambiente e della deforestazione.

Xenofobia, papa Francesco

Nazionalismo, populismo e paura del diverso: sono questi i timori maggiori di papa Francesco, che di ritorno dal Madagascar ha parlato di xenofobia. Sul volo di ritorno in Italia dalla 31esima visita apostolica in Mozambico, Madagascar e Mauritius il Pontefice ha spiegato che la xenofobia “è una malattia, come il morbillo”. Nel corso della conferenza stampa, inoltre, l’ha definita”un problema non solo dell’Africa. Una malattia – ha spiegato il Papa – che entra in un Paese, in un continente… E mettiamo muri… E i muri lasciano soli coloro che li fabbricano. Sì (i muri) lasciano fuori tanta gente ma coloro che rimangono dentro i muri rimarranno soli, e alla fine della storia sconfitti per delle invasioni potenti“.

Durante la predica a favore dell’immigrazione, Francesco ha aggiunto che “le xenofobie, tante volte, cavalcano sui cosiddetti populismi politici“. Il Pontefice è spaventato da quelle forze politiche populiste che si stanno diffondendo in Europa e in Italia. Ha parlato di un “ritornello in Europa” che tuttavia è presente “anche in Africa“. Per combatterlo, infine, “serve un lavoro di educazione, di avvicinamento fra le diverse tribù per fare una nazione”.

L’udienza a San Pietro

Mercoledì mattina, subito dopo il rientro a Roma, papa Francesco ha partecipato all’udienza generale a San Pietro. “In Mozambico ho incoraggiato le autorità del Paese – ha dichiarato ai fedeli – esortandole a lavorare insieme per il bene comune. E ho incoraggiato i giovani, che si sono radunati dalle diverse appartenenze religiose, perché costruiscano il Paese, superando la rassegnazione e l’ansietà, diffondendo l’amicizia sociale e facendo tesoro delle tradizioni degli anziani”.