“I virus in Vaticano sono altri...". Francesco non teme il coronavirus

(Photo: ALBERTO PIZZOLI via Getty Images)

Oggi è il secondo giorno che Papa Francesco ha annullato le udienze ufficiali  a causa di un forte raffreddore, ma ha continuato a rispettare la sua agenda di impegni previsti nella casa Santa Marta, il residence dove vive dal momento della sua elezione. A cominciare dalla Messa mattutina, dopo la quale - ha sottolineato una dichiarazione del Portavoce della Sala Stampa vaticana, Matteo Bruni - il Papa ha salutato come al solito  personalmente i partecipanti. Come a dire: “non è infettivo”.

Una precisazione che getta acqua sul fuoco sulle follie che si sono scatenate sul web ma anche negli articoli della stampa, in particolare anglosassone,  dove sottilmente si accostava la malattia del Papa con l’esplosione in Italia del coronavirus.

“I virus in Vaticano sono altri”, se n’è uscito Francesco con schiettezza  rispondendo ai suoi collaboratori che gli chiedevano di riguardarsi. E così mercoledì, nonostante l’età e un forte cimurro, si è regolarmente presentato all’udienza generale che (anche per evitare possibili contagi) era stata confermata all’aperto sulla piazza San Pietro (e non dentro l’aula Nervi), nonostante le raffiche di vento. Freddo e vento che hanno peggiorato la situazione di salute del Pontefice, tanto che nel pomeriggio, alla celebrazione dell’imposizione delle ceneri nella basilica di santa Sabina, il Papa si soffiava il naso vistosamente, e parlava con voce indebolita e molto rauca.

Un appuntamento, quello delle Ceneri (annullate o ridotte in molte Chiese del Nord Italia per l’infezione da coronavirus), che papa Bergoglio ha voluto mantenere ad ogni costo, visto che ha segnato l’inizio della Quaresima.

Ma l’indomani mattina (giovedì 26) è stato costretto a rimanere a Santa Marta, in una sorta di mini-quarantena e non si è recato in Laterano per gli esercizi del clero romano, affidando la lettura del suo discorso al cardinale Vicario per Roma, Angelo De Donatis. 

Anche oggi alla plenaria dell’Accademia per la Vita il suo discorso è stato letto dall’arcivescovo Vincenzo Paglia, davanti ai partecipanti  a una conferenza su Etica e Intelligenza artificiale (AI), nel corso della quale Microsoft, IBM, il Vaticano e la FAO hanno  firmato un memorandum. Tuttavia, il malanno di stagione non ha impedito a Papa Francesco di ricevere questa mattina  i manager della Microsoft Corp, dell’International Business Machines Corp, e di altre società di informatica che vi partecipavano.

Insomma il  Papa, pur ammalato, è al lavoro. Nonostante impazzi la follia di attribuire sul web al coronavirus la sua indisposizione, addirittura originata al contatto con la fedele cinese (prima strattonata, poi salutata brevemente a margine di un’udienza del mercoledì).

A Francesco è stata asportata una parte di un polmone quando era giovane, dopo aver contratto la tubercolosi. Soffre di sciatica, per cui si sottopone a regolare fisioterapia e che spiega perché abbia difficoltà a salire le scale. Ma complessivamente è in buona salute. 

Quanto ai virus nella Chiesa nel suo discorso ai preti romani (cioè quelli della sua diocesi), quanto  ai “peccati pubblici e pubblicizzati del clero,” il Papa ha detto : “Davanti agli scandali il maligno ci tenta spingendoci ad una visione “donatista” della Chiesa: dentro gli impeccabili, fuori chi sbaglia! Abbiamo false concezioni… in una sorta di puritanesimo ecclesiologico. La  Sposa di Cristo è e rimane il campo in cui crescono fino alla parusia grano e zizzania. Chi non ha fatto sua questa visione evangelica della realtà si espone ad indicibili ed inutile amarezze”. Con un discorso di un tenore simile a quello tenuto nel corso dell’apertura dell’anno giudiziario penale vaticano, il 15 febbraio, quando mise in chiaro che la vicenda dell’acquisto dell’immobile di Londra rimane un nervo scoperto, ma che comunque nella Chiesa grano e zizzania rimarranno insieme fino alla fine dei tempi.

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