Papa Francesco: vivere per se stessi la peggiore schiavitù

Red/Nav

Roma, 8 set. (askanews) - "Una delle peggiori schiavitù: il vivere per sé stessi". Così ha detto Papa Francesco nell'omelia della messa nella spianata del campo diocesano di Soamandrakizay ad Antananarivo. "È la tentazione di chiudersi nel proprio piccolo mondo che finisce per lasciare poco spazio agli altri: i poveri non entrano più, la voce di Dio non è più ascoltata, non si gode più la dolce gioia del suo amore, non palpita più l'entusiasmo di fare il bene... Molti, in questo rinchiudersi, possono sentirsi apparentemente sicuri, ma alla fine diventano persone risentite, lamentose, senza vita. Questa non è la scelta di un'esistenza dignitosa e piena, questo non è il desiderio di Dio per noi, non è la vita nello Spirito che scaturisce dal cuore di Cristo risorto".

Questa mattina, lasciata la Nunziatura Apostolica, il Santo Padre Francesco si è trasferito in auto al Campo Diocesano di Soamandrakizay per la celebrazione della Santa Messa. Al Suo arrivo, dopo alcuni giri in papamobile tra i fedeli, alle ore 10.00 (9.00 ora di Roma), il Papa ha presieduto la Celebrazione Eucaristica nella XXIII Domenica del Tempo Ordinario. Sull'altare sono state esposte le reliquie del Beato Rafael Luis Rafiringa, beatificato il 7 giugno 2009 ad Antananarivo.

Dopo la proclamazione del Vangelo, il Santo Padre ha pronunciato l'omelia. Al termine, prima della benedizione finale e della recita dell'Angelus, l'Arcivescovo di Antananarivo, S.E. Mons. Odon Marie Arsène Razanakolona, ha rivolto a Papa Francesco il suo saluto.