Papa: giovani ci ricordano urgenza ambientale, politica tarda

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Città del Vaticano, 9 gen. (askanews) - I giovani "hanno molto da offrire con il loro entusiasmo, con il loro impegno e con la loro sete di verità, attraverso la quale ci richiamano costantemente al fatto che la speranza non è un'utopia e la pace è un bene sempre possibile". Lo ha sottolineato il Papa nella tradizionale udienza di inizio anno al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. "Lo abbiamo visto - ha detto in particolare Jorge Mario Bergoglio - nel modo con cui molti giovani si stanno impegnando per sensibilizzare i leader politici sulla questione dei cambiamenti climatici".

"La cura della nostra casa comune - ha proseguito il Papa - dev'essere una preoccupazione di tutti e non oggetto di contrapposizione ideologica fra diverse visioni della realtà, né tantomeno fra le generazioni, poiché 'a contatto con la natura - come ricordava Benedetto XVI -, la persona ritrova la sua giusta dimensione, si riscopre creatura, piccola ma al tempo stesso unica, 'capace di Dio' perché interiormente aperta all'Infinito'. La custodia del luogo che ci è stato donato dal Creatore per vivere non può dunque essere trascurata, né ridursi ad una problematica elitaria. I giovani ci dicono che non può essere così, poiché esiste una sfida urgente, a tutti i livelli, di proteggere la nostra casa comune e 'di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale'. Essi ci richiamano all'urgenza di una conversione ecologica, che 'va intesa in maniera integrale, come una trasformazione delle relazioni che intratteniamo con le nostre sorelle e i nostri fratelli, con gli altri esseri viventi, con il creato nella sua ricchissima varietà, con il Creatore che è origine di ogni vita'".

"Purtroppo", ha proseguito il Papa, "l'urgenza di questa conversione ecologica sembra non essere acquisita dalla politica internazionale, la cui risposta alle problematiche poste da questioni globali come quella dei cambiamenti climatici è ancora molto debole e fonte di forte preoccupazione. La XXV Sessione della Conferenza degli Stati Parte della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP25), svoltasi a Madrid lo scorso dicembre, rappresenta un grave campanello di allarme circa la volontà della Comunità internazionale di affrontare con saggezza ed efficacia il fenomeno del riscaldamento globale, che richiede una risposta collettiva, capace di far prevalere il bene comune sugli interessi particolari".