Papa: il giornalista lavori sempre per coesione sociale

Gci

Città del Vaticano, 23 set. (askanews) - "Vi esorto ad essere voce della coscienza di un giornalismo capace di distinguere il bene dal male, le scelte umane da quelle disumane. Perché oggi c'è una mescolanza che non si distingue, e voi dovete aiutare in questo. Il giornalista, che è il cronista della storia, è chiamato a ricostruire la memoria dei fatti, a lavorare per la coesione sociale, a dire la verità ad ogni costo: c'è anche una parresia - cioè un coraggio - del giornalista, sempre rispettosa, mai arrogante". Lo ha detto oggi papa Francesco ricevendo in udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, i Membri dell'Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI) in occasione del sessantesimo anniversario della nascita dell'Associazione.

Francesco ha chiesto a giornalisti e stampa anche di "essere liberi di fronte all'audience", parlarlando "con lo stile evangelico" del "sì, sì", "no, no".

"La comunicazione ha bisogno di parole vere in mezzo a tante parole vuote. - ha poi aggiunto - E in questo avete una grande responsabilità: le vostre parole raccontano il mondo e lo modellano, i vostri racconti possono generare spazi di libertà o di schiavitù, di responsabilità o di dipendenza dal potere. Quante volte il giornalista vuole andare su questa strada, ma ha dietro di sé un editore che gli dice: "no, questo non si pubblica, questo sì, questo no", e si passa tutta quella verità nell'alambicco delle convenienze finanziarie dell'editore, e finisce per comunicare quello che non è vero, che non è bello e che non è buono".

Eppure, ha esortato Francesco rivolgendosi ai comunicatori, "da molti vostri predecessori avete imparato che solo con l'uso di parole di pace, di giustizia e di solidarietà, rese credibili da una testimonianza coerente, si possono costruire società più giuste e solidali. Purtroppo però vale anche il contrario. Possiate dare - è stato il suo invito - il vostro contributo per smascherare le parole false e distruttive".