Papa invia benedizione a esercizi spirituali di Curia a Ariccia -2-

Ska

Città del Vaticano, 2 mar. (askanews) - Un invito a "sostare in accoglienza della rivelazione divina" è stato quello rivolto ai presenti dal gesuita padre Bovati. Icona significativa a tal proposito è Mosè che, come narra l'Esodo al capitolo 33, "lascia ogni mansione" per entrare nella "tenda del convegno" e ascoltare il Signore che lì "gli parla faccia a faccia". Ecco cos'è la preghiera - spiega il predicatore - è innanzitutto Dio che parla e non in modo generico, ma intimo e personale. E se la preghiera è autentica - rimarca - dona quella "familiarità" che non è "cultura teologica o biblica" ma è incontro reale con un "fuoco" che rende l'uomo, di per sé fragile, capace di una missione profetica e di una testimonianza autentica.

Il mondo di oggi - osserva il padre gesuita - ne ha bisogno: sia dunque la nostra preghiera "perseverante", mai trascurata e mai assente dalla nostra vita, e sia "docile" ai progetti non nostri, ma del Signore. In questi esercizi di Quaresima che saranno accompagnati dalla Lettura dei Salmi, conclude padre Bovati, saremo dunque con Mosè e come Mosè "in cammino". L'icona scelta dal predicatore è quella di Mosè che, docile al comando del Signore, si toglie i sandali, come a riconoscere che "non si deve andare altrove, non c'è altra strada, direzione o preferenza che non sia Cristo", in modo che "possa parlarci e inviarci verso i fratelli che attendono liberazione e salvezza".