Papa in Kazakhstan: prego per Ucraina. Convertire spese armi in aiuti

Image from askanews web site
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Città del Vaticano, 14 set. (askanews) - "La gratitudine al Signore per il santo popolo di Dio che vive in questo grande Paese si unisce a quella per il suo impegno a promuovere il dialogo, e si trasforma in invocazione di pace, pace di cui il nostro mondo è assetato. Penso a tanti luoghi martoriati dalla guerra, soprattutto alla cara Ucraina. Non abituiamoci alla guerra, non rassegniamoci alla sua ineluttabilità". Un nuovo appello per la pace e per il popolo ucraino è venuto da papa Francesco dal Kazakhstan, dove è in visita da ieri.

Al termine della messa celebrata nel piazzale antistante all'Expo Grounds di Nur-Sultan, salutando la chiesa locale e i fedeli raccolti, Francesco ha chiesto: "soccorriamo chi soffre e insistiamo perché si provi davvero a raggiungere la pace. Che cosa deve accadere ancora, quanti morti bisognerà attendere prima che le contrapposizioni cedano il passo al dialogo per il bene della gente, dei popoli e dell'umanità?", si è chiesto.

"L'unica via di uscita è la pace e la sola strada per arrivarci è il dialogo". Francesco ha quindi detto parlando a braccio di "aver appreso con preoccupazione" del riaccendersi di tensioni nell'area caucasica.

"Continuiamo a pregare perché il mondo impari a costruire la pace, -ha poi detto - anche limitando la corsa agli armamenti e convertendo le ingenti spese belliche in sostegni concreti alle popolazioni. Grazie a tutti coloro che credono in questo, grazie a voi e a quanti sono messaggeri di pace e di unità!".