Papa: la "civiltà cattolica" è quella del buon samaritano

Ska

Città del Vaticano, 30 dic. (askanews) - 170 anni fa Pio IX chiese alla Compagnia di Gesù di fondare La Civiltà Cattolica. "Da allora essa accompagna fedelmente il Papa. Grazie per l'aiuto che offrite anche a me". Lo scrive Papa Francesco nel messaggio alla Civiltà Cattolica per i centosettanta anni della rivista, che compare sulla copertina del numero speciale.

"Continuate a vivere la dinamica tra vita e pensiero con occhi che ascoltano, sapendo che la 'civiltà cattolica' è quella del buon samaritano", scrive il Papa gesuita al quindicinale dei gesuiti diretto da padre Antono Spadaro e pubblicato con l'imprimatur della Segreteria di Stato vaticana.

"Vi auguro di essere creativi in Dio esplorando nuove strade, anche grazie al nuovo respiro internazionale che anima la rivista", scrive Francesco nel messaggio pubblicato in anteprima da Repubblica: "Si sentono salire dalle pagine le voci di tante frontiere che si ascoltano. Fate discernimento sui linguaggi, combattete l'odio, la meschinità e il pregiudizio. E soprattutto non accontentatevi di fare proposte di rammendo o di sintesi astratta: accettate invece la sfida delle inquietudini straripanti del tempo presente, nel quale Dio è sempre all'opera".

Sempre su Repubblica, padre Spadaro scrive che Jorge Mario Bergoglio "sta svolgendo una sistematica contronarrazione rispetto alla narrativa della paura". Per Francesco, "il compito della Chiesa non è adattarsi alle dinamiche del mondo, della politica, della società per puntellarle e farle sopravvivere alla meno peggio: questo è da lui giudicato «mondanità». Tantomeno egli intende schierarsi contro il mondo, contro la politica e contro la società. Il Papa non respinge la realtà in vista di un'apocalisse agognata, di una fine che vinca la malattia del mondo distruggendolo. Non spinge per portare alle estreme conseguenze la crisi del mondo predicando la fine imminente, né trattiene i pezzi di un mondo che sta crollando cercando alleanze comode, equilibrismi, collateralismi. Inoltre, non cerca di eliminare il male, perché sa che è impossibile. Semplicemente esso si sposterebbe e si manifesterebbe altrove, in altre forme. Cerca invece di neutralizzarlo. Proprio qui sta il nodo per comprendere quale sia il significato dell'azione bergogliana. Qui il rovello". L'approccio di Francesco, conclude Spadaro, "è sovversivo rispetto alle teologie politiche apocalittiche che si vanno diffondendo nel mondo".