Papa: la fede non è un'ideologia moralistica piena di precetti

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Città del Vaticano, 13 mar. (askanews) - La parabola evangelica dei contadini che uccidono prima i servi e poi il figlio del padrone della vigna è una "storia di infedeltà, di infedeltà alla elezione, di infedeltà alla promessa, di infedeltà all'alleanza, che è un dono", secondo Papa Francesco, che nell'omelia della messa mattutina a Casa Santa Marta ha spiegato: "L'elezione, la promessa e l'alleanza sono un dono di Dio. Infedeltà al dono di Dio. Non capire che era un dono e prenderlo come proprietà. Questa gente si è appropriata del dono e hanno tolto questo essere dono per trasformarlo in proprietà 'mia'. E il dono che è ricchezza, è apertura, è benedizione, è stato chiuso, ingabbiato in una dottrina di leggi, tante. E' stato ideologizzato. E così il dono ha perso la sua natura di dono, è finito in una ideologia. Soprattutto in un'ideologia moralistica piena di precetti, anche ridicola perché scende alla casistica per ogni cosa. Si sono appropriati del dono".

Questo, ha detto Jorge Mario Bergoglio, "è il grande peccato. E' il peccato di dimenticare che Dio si è fatto dono lui stesso per noi, che Dio ci ha dato questo come dono e, dimenticando questo, diventare padroni. E la promessa non è già promessa, l'elezione non è già elezione: 'L'alleanza va interpretata secondo il mio parere, ideologizzata'. Qui, in questo atteggiamento, io vedo forse l'inizio, nel Vangelo, del clericalismo, che è una perversione, che rinnega sempre l'elezione gratuita di Dio, l'alleanza gratuita di Dio, la promessa gratuita di Dio. Dimentica la gratuità della rivelazione, dimentica che Dio si è manifestato come dono, si è fatto dono per noi e noi dobbiamo darlo, farlo vedere agli altri come dono, non come possesso nostro".