Papa, lavoratore della miniera: speriamo giustizia per i poveri

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Roma, 8 set. (askanews) - "Caro Santo Padre, a nome di tutti i lavoratori uomini e donne della cava di Akamasoa e di coloro che lavorano duramente in altre cave dei dintorni e in tutto il Madagascar, Le diamo il benvenuto sul nostro posto di lavoro. Lavoriamo nella cava tutto il giorno. Abbiamo rotto il granito per 30 anni per soddisfare i nostri bisogni quotidiani. Il nostro stipendio è poca cosa, ma siamo felici di avere un lavoro. Speriamo che un giorno ci sarà più giustizia per i più poveri". Così ha detto Hanitra Nirina Madeleine Rasoananahary, lavoratore della cava di Akamasoa di 29 anni.

E' toccato a lui accogliere, con un messaggio di benvenuto, Papa Francesco nel cantiere di Mahatazana. "La Sua visita - prosegue - è un grande incoraggiamento per noi e ci aiuterà ad alzarci ogni mattina con più coraggio e forza per lavorare per i nostri bambini. La ringraziamo, Santo Padre, per difendere i diritti dei lavoratori di tutto il mondo".

"A nome di tutti gli operai di Akamasoa - continua - Le offriamo questo piccolo regalo della nostra Cattedrale fatto con le nostre mani a 50 metri da qui. Abbiamo fatto un enorme buco nella montagna di granito e nel mezzo di questa cava abbiamo eretto un Altare per ringraziare Dio per averci dato lavoro e qui celebriamo l'Eucaristia tre volte all'anno: per l'Ascensione, la Festa dell'Assunzione e quella di Tutti i Santi. Non dimenticheremo mai la Sua Visita nella nostra cava".