Papa: migranti troppo spesso vittime di inganni violenze e abusi

Red/Cro

Città del Vaticano, 8 mar. (askanews) - E' necessario "prodigarsi per le persone che sono state costrette a lasciare la propria patria e che diventano troppo spesso vittime di inganni, violenze e abusi di ogni genere". Così il Papa ai membri dell'International Catholic Migration Commission (ICMC), in occasione del Consiglio Plenario, che si svolge a Roma dal 6 all'8 marzo 2018, un organismo che affronta una realtà che "non è cambiata con il tempo, anzi, l'impegno si è rafforzato in considerazione delle condizioni disumane in cui versano milioni di fratelli e sorelle migranti e rifugiati in diverse parti del mondo".

"In oltre 65 anni di attività, la Commissione si è distinta nella realizzazione, in nome della Chiesa, di un'opera poliedrica di assistenza ai migranti e ai rifugiati nelle più varie situazioni di vulnerabilità. Le molteplici iniziative avviate nei cinque continenti rappresentano declinazioni esemplari dei 4 verbi - accogliere, proteggere, promuovere e integrare - con i quali ho voluto esplicitare la risposta pastorale della Chiesa di fronte alle migrazioni contemporanee. Auspico che quest'opera continui, animando le Chiese locali a prodigarsi per le persone che sono state costrette a lasciare la propria patria e che diventano troppo spesso vittime di inganni, violenze e abusi di ogni genere. Grazie all'esperienza inestimabile, accumulata in tanti anni di lavoro, la Commissione può offrire un'assistenza qualificata alle Conferenze episcopali e alle Diocesi che stanno ancora cercando di organizzarsi per meglio rispondere a questa sfida epocale".

"Per liberare gli oppressi, gli scartati e gli schiavi di oggi, è essenziale promuovere un dialogo aperto e sincero con i governanti, un dialogo che fa tesoro dell'esperienza vissuta, delle sofferenze e delle aspirazioni del popolo, per richiamare ciascuno alle proprie responsabilità. I processi avviati dalla comunità internazionale verso un patto globale sui rifugiati e un altro per una migrazione sicura, ordinata e regolare rappresentano uno spazio privilegiato per realizzare tale dialogo". Insieme alle conferenze episcopali coinvolte "dobbiamo incoraggiare gli Stati a concordare risposte più adeguate ed efficaci alle sfide poste dai fenomeni migratori; e possiamo farlo sulla base dei principi fondamentali della dottrina sociale della Chiesa. Dobbiamo altresì impegnarci per assicurare che alle parole - codificate nei due Patti citati - seguano impegni concreti nel segno di una responsabilità globale e condivisa".