Papa: a Nagasaki orrore indicibile, stop a armamenti nucleari

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Roma, 24 nov. (askanews) - "Questo luogo ci rende più consapevoli del dolore e dell'orrore che come esseri umani siamo in grado di infliggerci. La croce bombardata e la statua della Madonna, recentemente scoperta nella Cattedrale di Nagasaki, ci ricordano ancora una volta l'orrore indicibile subito nella propria carne dalle vittime e dalle loro famiglie". Così ha detto Papa Francesco, in visita apostolica a Nagasaki, davanti a 35mila persone. "La pace e la stabilità internazionale sono incompatibili - hacontinuato il Pontefice - con qualsiasi tentativo di costruire sulla paura della reciproca distruzione o su una minaccia di annientamento totale; sono possibili solo a partire da un'etica globale di solidarietà e cooperazione al servizio di un futuro modellato dall'interdipendenza e dalla corresponsabilità nell'intera famiglia umana di oggi e di domani".

Il Santo Padre ha poi spiegato: "Qui, in questa città, che è testimone delle catastrofiche conseguenze umanitarie e ambientali di un attacco nucleare, non saranno mai abbastanza - ha proseguito Papa Francesco - i tentativi di alzare la voce contro la corsa agli armamenti. Questa infatti spreca risorse preziose che potrebbero invece essere utilizzate a vantaggio dello sviluppo integrale dei popoli e per la protezione dell'ambiente naturale. Nel mondo di oggi, dove milioni di bambini e famiglie vivono in condizioni disumane, i soldi spesi e le fortune guadagnate per fabbricare, ammodernare, mantenere e vendere le armi, sempre più distruttive, sono un attentato continuo che grida al cielo".

Poi ha proseguito: "La nostra risposta alla minaccia delle armi nucleari dev'essere collettiva e concertata basata sull'ardua ma costante costruzione di una fiducia reciproca che spezzi la dinamica di diffidenza attualmente prevalente". Per Bergoglio, inoltre, "è necessario rompere la dinamica della diffidenza che attualmente prevale e che fa correre il rischio di arrivare allo smantellamento dell'architettura internazionale di controllo degli armamenti. Stiamo assistendo a un'erosione del multilateralismo, ancora più grave di fronte allo sviluppo delle nuove tecnologie delle armi; questo approccio sembra piuttosto incoerente nell'attuale contesto segnato dall'interconnessione e costituisce una situazione che richiede urgente attenzione e anche dedizione da parte di tutti i leader". (Segue)