Papa: nella preghiera si sfida Dio, non si ripete a pappagallo

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Città del Vaticano, 12 gen. (askanews) - Per pregare davvero, al cristiano serve «coraggio» perché, forte della propria fede, deve arrivare persino a sfidare il Signore trovando sempre il modo di superare le inevitabili "difficoltà" senza dubitare. E' una vera e propria verifica sullo stile di preghiera di ciascuno quella che Papa Francesco ha suggerito nella messa celebrata venerdì 12 gennaio a Santa Marta. Lo spunto dell'omelia è stato l'atteggiamento del lebbroso e del paralitico che chiedono a Gesù di essere guariti, come racconta il vangelo di Marco.

Il Pontefice ha invitato a domandarsi: "Come prego io? Quando ho bisogno di qualcosa, come la chiedo? La chiedo dalla fede o la chiedo un po' come un pappagallo?". Si ripete semplicemente: "Signore, ho bisogno di questo!" oppure, ha ripreso il Papa, "ho vero interesse di avere quello che sto chiedendo? O se viene viene, sennò brutta sorte: no, non va la cosa così". Infatti, ha insistito Francesco, "la preghiera, se io chiedo qualcosa, parte dalla fede; e se non ho tanta fede" si può «dire come quell'uomo, il papà del bambino: "Credo, Signore, ma aiuta la mia poca fede"". Perciò, ha suggerito, dobbiamo "incominciare la preghiera così e con quella fede sfidare il Signore".

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