Papa: noi credenti dobbiamo dimostrare che fede non fomenta odio

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Città del Vaticano, 18 nov. (askanews) - "E' importante dimostrare che noi credenti siamo un fattore di pace per le società umane e così risponderemo a coloro che accusano ingiustamente le religioni di fomentare l'odio ed essere causa della violenza": lo ha detto il Papa, in spagnolo, nell'udienza concessa ai partecipanti all'Incontro promosso dall'Instituto para el Dialogo Interreligioso de la Argentina.

"Nel mondo precario di oggi, il dialogo tra le religioni non è un segno di debolezza. Esso trova la sua ragion d'essere nel dialogo di Dio con l'umanità", ha detto Jorge Mario Bergoglio.

L'iniziativa argentina ruota attorno al documento sulla "fraternità" siglato l'anno scorso ad Abu Dhabi dal Papa con il grande imam di al-Azhar: "Mi fa piacere constatare che questo documento, di carattere universale, si sta diffondendo anche nelle Americhe", ha detto Francesco, che ha ricordato alcuni passaggi del testo, tra i quali: "Non c'è alternativa: o costruiamo il futuro uniti o non ci sarà futuro". L'intenzione del documento, ha detto Francesco, è adottare "la cultura del dialogo come via, la collaborazione comune come condotta, la conoscenza reciproca come metodo e criterio".

Il mondo, ha detto il Papa, "costantemente ci osserva, noi credenti, per comprendere qual è il nostro atteggiamento nei confronti della casa comune e dei diritti umani; inoltre ci chiede di collaborare tra noi e con gli uomini e le donne di buona volontà, che non professano alcune religione, perché diamo risposte effettive a tante piaghe del nostro mondo, come la guerra e la fame, la miseria che affligge milioni di persone, la crisi ambientale, la violenza, la corruzione e il degrado morale, la crisi della famiglia, dell'economia e, sopra tutto, la mancanza di speranza".