Papa: non cercare Dio in immagini di potenza ma in umanità di Gesù

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Roma, 22 ago. (askanews) - "Non bisogna inseguire Dio in sogni e immagini di grandezza e di potenza, ma bisogna riconoscerlo nell'umanità di Gesù": con queste parole papa Francesco ha interpretato oggi per i fedeli, in occasione dell'Angelus pronunciato dalla finestra di piazza San Pietro, il Vangelo del giorno che racconta il miracolo dei pani e dei pesci e il rapporto che quell'atto simbolico ha con la liturgia dell'eucarestia.

"Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Il Vangelo della Liturgia odierna - ha detto - ci mostra la reazione della folla e dei discepoli al discorso di Gesù dopo il miracolo dei pani. Gesù ha invitato a interpretare quel segno e a credere in Lui, che è il vero pane disceso dal cielo, il pane della vita; e ha rivelato che il pane che Lui darà è la sua carne e il suo sangue. Queste parole suonano dure e incomprensibili alle orecchie della gente, tanto che, da quel momento, dice il Vangelo, molti suoi discepoli tornano indietro, cioè smettono di seguire il Maestro. Allora Gesù interpella i Dodici: 'Volete andarvene anche voi?', e Pietro, a nome di tutto il gruppo, conferma la decisione di stare con Lui, dice così: 'Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo conosciuto e creduto che tu sei il Santo di Dio' . E' una bella confessione di fede".

"Soffermiamoci brevemente - ha detto il pontefice - sull'atteggiamento di chi si ritira e torna indietro, e decide di non seguire più Gesù. Da cosa nasce questa incredulità? Qual è il motivo di questo rifiuto? Le parole di Gesù suscitano un grande scandalo: Egli sta dicendo che Dio ha scelto di manifestare se stesso e di attuare la salvezza nella debolezza della carne umana. Il mistero dell'incarnazione. E l'incarnazione di Dio è ciò che suscita scandalo e che rappresenta per quella gente - ma spesso anche per noi - un ostacolo. Infatti, Gesù afferma che il vero pane della salvezza, che trasmette la vita eterna, è la sua stessa carne; che per entrare in comunione con Dio, prima di osservare delle leggi o soddisfare dei precetti religiosi, occorre vivere una relazione reale e concreta con Lui. Questo significa che non bisogna inseguire Dio in sogni e immagini di grandezza e di potenza, ma bisogna riconoscerlo nell'umanità di Gesù e, di conseguenza, in quella dei fratelli e delle sorelle che incontriamo sulla strada della vita. Dio si è fatto carne e quando noi diciamo questo nel Credo, il giorno del Natale, dell'Annunciazione, ci inginocchiamo per adorere questo mistero dell'Incarnazione. Dio si è fatto carne e sangue: si è abbassato fino a diventare uomo come noi, si è umiliato fino a caricarsi delle nostre sofferenze e del nostro peccato, e ci chiede di cercarlo, perciò, non fuori dalla vita e dalla storia, ma nella relazione con Cristo e con i fratelli. Cercarlo nella vitam nella storia, nella vista nostra quotidiana. E questa è la strada: la relazione con Cristo e i fratelli".

"Anche oggi - ha proseguito Francesco - la rivelazione di Dio nell'umanità di Gesù può suscitare scandalo e non è facile da accettare. È quello che San Paolo chiama la 'stoltezza' del Vangelo di fronte a chi cerca i miracoli o la sapienza mondana. E questa 'scandalosità' è ben rappresentata dal sacramento dell'Eucaristia: che senso può avere, agli occhi del mondo, inginocchiarsi davanti a un pezzo di pane? Perché mai nutrirsi assiduamente di questo pane? Il mondo si scandalizza".

"Di fronte al gesto prodigioso di Gesù che con cinque pani e due pesci sfama migliaia di persone, tutti lo acclamano e vogliono portarlo in trionfo, farlo re. Ma quando Lui stesso spiega che quel gesto è segno del suo sacrificio, cioè del dono della sua vita, della sua carne e del suo sangue, e che chi vuole seguirlo deve assimilare Lui, la sua umanità donata per Dio e per gli altri, allora non piace, e questo Gesù ci mette in crisi. Anzi, preoccupiamoci se non ci mette in crisi, perché forse abbiamo annacquato il suo messaggio! E chiediamo la grazia di lasciarci provocare e convertire dalle sue 'parole di vita eterna'. Maria Santissima, che ha portato nella carne il Figlio Gesù e si è unita al suo sacrificio, ci aiuti a testimoniare sempre la nostra fede con la vita concreta", ha concluso Bergoglio.

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