Papa: non ogni infanzia è serena, ogni figlio può essere felice

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Città del Vaticano, 19 set. (askanews) - Quando Dio, nel quarto comandamento, dice di "onorare il padre e la madre", "non parla della bontà dei genitori, non richiede che i padri e le madri siano perfetti. Parla di un atto dei figli, a prescindere dai meriti dei genitori, e dice una cosa straordinaria e liberante: anche se non tutti i genitori sono buoni e non tutte le infanzie sono serene, tutti i figli possono essere felici, perché il raggiungimento di una vita piena e felice dipende dalla giusta riconoscenza verso chi ci ha messo al mondo". Così Papa Francesco all'udienza generale in piazza San Pietro.

"Pensiamo a quanto questa Parola può essere costruttiva per tanti giovani che vengono da storie di dolore e per tutti coloro che hanno patito nella propria giovinezza. Molti santi e moltissimi cristiani dopo un'infanzia dolorosa hanno vissuto una vita luminosa, perché, grazie a Gesù Cristo, si sono riconciliati con la vita", ha detto Jorge Mario Bergoglio.

"Pensiamo al beato, ma prossimo mese santo, Nunzio Sulprizio, quel giovane napoletano che a 19 anni ha finito la sua vita riconciliato con tanti dolori perch il suo cuore era sereno e mai aveva rinnegato i suoi genitori, pensiamo san Camillo de Lellis, che da un'infanzia disordinata costruì una vita d'amore e di servizio; a santa Giuseppina Bakhita, cresciuta in una orribile schiavitù; o al beato Carlo Gnocchi, orfano e povero; e allo stesso san Giovanni Paolo II, segnato dalla perdita della madre in tenera età".