Papa: 'non riduciamo la relazione con Dio a nostro uso e consumo'

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Città del Vaticano, 23 nov.(Adnkronos) – "Corriamo il rischio di vivere la relazione con Dio in modo infantile, di ridurlo a un oggetto a nostro uso e consumo, smarrendo il dono più bello che è Lui stesso". Lo ha ammonito il Papa nel corso dell’udienza generale in piazza San Pietro. Dedicando la catechesi al tema della consolazione, Bergoglio ha osservato: "Andiamo avanti , sapendo distinguere quando è consolazione di Dio da quando è entusiasmo passeggero".

"La consolazione – ha spiegato – riguarda anzitutto la speranza, è protesa al futuro, mette in cammino, consente di prendere iniziative fino a quel momento sempre rimandate, o neppure immaginate, come il Battesimo per Edith Stein. La consolazione spirituale non è "pilotabile", non è programmabile a piacere, è un dono dello Spirito Santo: consente una familiarità con Dio che sembra annullare le distanze".

Ma ci sono anche "false consolazioni. – ha va messo in guardia il Papa- . Nella vita spirituale avviene qualcosa di simile a quanto capita nelle produzioni umane: ci sono gli originali e ci sono le imitazioni. Se la consolazione autentica è come una goccia su una spugna, è soave e intima, le sue imitazioni sono più rumorose e appariscenti, sono fuochi di paglia, senza consistenza, portano a ripiegarsi su sé stessi, e a non curarsi degli altri. La falsa consolazione alla fine ci lascia vuoti, lontani dal centro della nostra esistenza. Per questo si deve fare discernimento, anche quando ci si sente consolati. Perché la falsa consolazione può diventare un pericolo, se la ricerchiamo come fine a sé stessa, in modo ossessivo, e dimenticandoci del Signore. E' la dinamica del bambino, che cerca i genitori solo per avere da loro delle cose, ma non per loro stessi. Quando la famiglia è divisa cercano l’interesse di qua e di la’".