Papa: non torniamo indietro nella vita a dire addio ai morti

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Città del Vaticano, 5 dic. (askanews) - "Restiamo liberi dalla tentazione di voler tornare indietro e dire addio ai morti. Il mondo dei morti è già sepolto, i pezzi morti della nostra vita sono sepolti dalla misericordia di Dio. E non chiudiamo le finestre! Apriamole per guardare l'orizzonte con pace, con gioia, facendo quello che ognuno di noi può fare". Lo ha detto Papa Francesco nell'omelia che ha pronunciato in Giappone, nel corso della messa a porte chiuse che ha celebrato con i gesuiti della "Sophia University".

"Quando si perde la memoria, si perde la capacità di essere fedeli. E si diventa giudici degli altri", ha detto il Papa nel testo ora reso pubbico dalla Civiltà cattolica.

"L'incontro con Gesù e il desiderio di servirlo non solo deve essere memorabile, ma anche realistico, concreto. Con ciò che accade nella vita, la povertà, il fallimento, le umiliazioni, i nostri peccati, tutto. Il desiderio deve essere concreto. Gesù non ci porta mai, mai, fuori dalla realtà. Dalla realtà memoriosa e dalla realtà del presente".

Ai gesuiti presenti in Giappone, il Papa ha rivolto un invito: "Rallegratevi sempre. Rallegratevi perché il Signore è vicino a ciascuno di voi. Non preoccuparti di nulla. Vivi il giorno del ringraziamento. E la pace di Dio che vince ogni giudizio sarà quella che custodirà i vostri cuori. Tale è la sequela di Gesù che ci viene proposta oggi nel Vangelo. Un tempo presente, concreto, con la nostra realtà concreta, senza nascondere successi o insuccessi: concreto. Un seguito che è concreto nel presente e memorioso nel passato. Una sequela aperta a grandi desideri nella gioia, nella pace, nella consolazione che è la nostra forza".