Papa: nuovo anno segnato da inasprirsi di tensioni e violenze

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Città del Vaticano, 9 gen. (askanews) - "Un nuovo anno si apre dinanzi a noi e, come il vagito di un bimbo appena nato, ci invita alla gioia e ad assumere un atteggiamento di speranza": Papa Francesco ha esordito così nella tradizionale udienza di inizio anno al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede.

"Vorrei che questa parola - speranza -, che per i cristiani è una virtù fondamentale, animasse lo sguardo con cui ci addentriamo nel tempo che ci attende", ha proseguito Jorge Mario Bergoglio. "Certo, sperare esige realismo. Esige la consapevolezza delle numerose questioni che affliggono la nostra epoca e delle sfide all'orizzonte. Esige che si chiamino i problemi per nome e che si abbia il coraggio di affrontarli. Esige di non dimenticare che la comunità umana porta i segni e le ferite delle guerre succedutesi nel tempo, con crescente capacità distruttiva, e che non cessano di colpire specialmente i più poveri e i più deboli".

"Purtroppo, il nuovo anno non sembra essere costellato da segni incoraggianti, quanto piuttosto da un inasprirsi di tensioni e violenze", ha sottolineato il Papa.

"E' proprio alla luce di queste circostanze - ha proseguito - che non possiamo smettere di sperare. E sperare esige coraggio. Esige la consapevolezza che il male, la sofferenza e la morte non prevarranno e che anche le questioni più complesse possono e devono essere affrontate e risolte".