Papa a padri sinodali: non comunicare con imprudenza o leggerezza

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Città del Vaticano, 7 ott. (askanews) - Comunicare all'esterno, sì, ma tutelare la "fraternità", lo spirito di "comunità" e il "discernimento" proprio dei lavori assembleare, ed evitare di comunicare all'esterno con "imprudenza o leggerezza": è la raccomandazione del Papa ai padri sinodali che da ieri al 26 ottobre saranno riuniti in Vaticano per un Sinodo sull'Amazzonia.

"Pregare, riflettere, ascoltare con umiltà, parlare ocn pcopraggio e parresia - anche se si ci si vergogna bisogna dire quel che ci sente - e discernere: e tutto questo custodendo all'interno la fraternità che deve esistere qui dentro", ha detto il Papa, che con una punta di humor ha sottolineato che per favorire l'atteggiamento di discernimento ogni tre interventi ci saranno quattro minuti di silenzio: qualcuno, ha rilevato, dice che "è pericoloso, si addormentano... ma al sinodo dei giovani (l'anno scorso, ndr.) è accaduto il contrario: tendevano a dormire durante gli interventi e si risvegliavano durante il silenzio...". I processi ecclesiali, ha proseguito Jorge Mario Bergoglio, "devono essere tutelati, curati come un bambino, seguiti con delicatezza, hanno bisogno di calore, il calore della comunità, il calore della madre Chiesa: così il processo ecclesiale cresce, per questo bisogna curare il processo fraterno, l'intimità. Questo è importante". E dunque ci sarà una comunicazione esterna, ha detto il Papa, sottolineando che "tanta gente vuole sapere, tanti fratelli, i giornalisti che hanno la vocazione di servire e aiutare", e "sono previsti servizi di stampa e briefing", "ma - ha aggiunto - un processo come quello di un Sinodo può essere un po' danneggiato se esco da questa sala e dico quel che penso senza riflettere: il sinodo di dentro è cammino della madre Chiesa, attenzione dei processi, e, lo abbiamo già visto, il sinodo fuori che per una informazione data con imprudenza o leggerezza porta a equivocare". E quindi, ha concluso il Papa, "grazie per quello che state facendo, grazie per pregare e forza: non dobbiao perdiamo il senso del buon umore".