Papa: pandemia scuote la barca dell’umanità, dignità il timone

Red
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Città del Vaticano, 17 dic. (askanews) - "In questo tempo, nel quale la barca dell'umanità, scossa dalla tempesta della crisi, procede faticosamente in cerca di un orizzonte più calmo e sereno, il timone della dignità della persona umana e la 'bussola' dei principi sociali fondamentali ci possono permettere di navigare con una rotta sicura e comune". Lo scrive Papa Francesco nell'annuale messaggio per la Giornata mondiale della pace che si celebra il prossimo primo gennaio ed è dedicato quest'anno al tema "La cultura della cura come percorso di pace" e incentrato sulla crisi innescata dalla pandemia.

Nel messaggio, il Papa riprende la metafora "nautica" pronunciate nel noto momento straordinario di preghiera lo scorso 27 marzo in una piazza San Pietro vuota e bagnata dalla pioggia: "Ogni aspetto della vita sociale, politica ed economica trova il suo compimento quando si pone al servizio del bene comune, ossia dell''insieme di quelle condizioni della vita sociale che permettono sia alle collettività sia ai singoli membri, di raggiungere la propria perfezione più pienamente e più celermente'", scrive il Papa. "Pertanto, i nostri piani e sforzi devono sempre tenere conto degli effetti sull'intera famiglia umana, ponderando le conseguenze per il momento presente e per le generazioni future. Quanto ciò sia vero e attuale ce lo mostra la pandemia del Covid-19, davanti alla quale 'ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme', perché 'nessuno si salva da solo' e nessuno Stato nazionale isolato può assicurare il bene comune della propria popolazione".

"Come cristiani", scrive il Pontefice latino-americano, "teniamo lo sguardo rivolto alla Vergine Maria, Stella del mare e Madre della speranza".

"Tutti insieme collaboriamo per avanzare verso un nuovo orizzonte di amore e di pace, di fraternità e di solidarietà, di sostegno vicendevole e di accoglienza reciproca. Non cediamo alla tentazione di disinteressarci degli altri, specialmente dei più deboli, non abituiamoci a voltare lo sguardo, ma - conclude il Papa - impegniamoci ogni giorno concretamente per 'formare una comunità composta da fratelli che si accolgono reciprocamente, prendendosi cura gli uni degli altri'".