Papa: "Perché soffrono i bambini? Non c'è risposta, solo il servizio"

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"Vorrei che non perdeste mai la capacità di scorgere il volto sofferente di un bambino anche dietro un semplice campione da analizzare, e di udire il grido dei genitori anche all’interno dei vostri laboratori". Lo ha detto il Papa ricevendo in udienza il Bambino Gesù di Roma in occasione dei 150 anni di vita della fondazione dell'ospedale.  

Il Pontefice, come è già accaduto in altre occasioni nelle quali ha affrontato argomenti di grande sofferenza, ha citato lo scrittore russo Fëdor Dostoevskij: "Mi viene in mente quella domanda per cui è difficile trovare risposta 'perché soffrono i bambini?'". Da qui il monito: "Sempre viva la domanda, non c'è risposta, solo il servizio al bambino sofferente e lo sguardo al Padre che faccia qualcosa". 

Papa Francesco ha ricordato che "quanto migliore è la ricerca, tanto migliore è l’assistenza. Non c’è cura senza ricerca. E non c’è futuro, nella medicina, senza ricerca. Da questo punto di vista, il Bambino Gesù è già da tempo proiettato nel futuro, con risultati importanti nel campo della diagnostica delle malattie rare e della cura delle patologie complesse, con lo sviluppo di terapie di precisione. Ammiro la passione e l’entusiasmo che mettete nel vostro lavoro di cura e di ricerca". 

Il Papa ha rivolto un appello a medici e infermieri del Bambino Gesù affinché "l’autorità morale dei bambini possa essere sempre richiamo alla fedeltà alla vocazione originaria di questo ospedale, e criterio di discernimento per le scelte future". "Possiamo dire - ha aggiunto Bergoglio a braccio - che sono loro che comandano i nostri lavori e pensieri". 

Il Pontefice ha espresso "commozione e gratitudine" per "la storia della mamma venezuelana e di suo figlio Jerson, che ha potuto trovare al Bambino Gesù le cure di cui aveva bisogno. Ringrazio l’ospedale per la sua apertura al mondo, per aver deciso di farsi carico di queste sofferenze e di questi bambini provenienti da tanti Paesi. So bene che ciò richiede molte risorse economiche, e ringrazio pertanto quanti generosamente stanno contribuendo con le loro donazioni alla Fondazione del Bambino Gesù". Quindi il monito alle istituzioni internazionali: "Sappiano trovare il modo di promuovere sempre più questi corridoi sanitari, nell’attesa che cresca in ogni Paese la capacità di risposta ai bisogni fondamentali della salute". 

A un certo punto in udienza Francesco ha interrotto il discorso. "A me piace benedire le mani di medici e infermieri - ha detto - Adesso mi fermo un po' con questo discorso lungo per benedire le mani di tutti i medici e anche le mani degli infermieri: 'Così possano aiutare i bambini nel loro percorso di malattia, nel ricovero e nell'uscita dalla malattia'". Ha ricordato il Papa: "Voi medici, chirurghi e infermieri usate le mani come strumento di cura. Siate sempre consapevoli di questa benedizione di Dio sulle vostre mani. La vostra capacità di curare così è un dono per voi e per le persone che vi vengono affidate. E nello stesso tempo, cari medici e infermieri, non fate mancare il vostro apporto professionale e il vostro zelo affinché sia preservata la tipicità di questa istituzione. Ci vuole l’impegno di tutti perché l’Ospedale Pediatrico 'Bambino Gesù' continui a manifestare la speciale predilezione della Santa Sede per l’infanzia, col proprio stile di cura amorevole dei piccoli degenti, offrendo una testimonianza concreta del Vangelo, in piena sintonia con quanto insegna la Chiesa". 

"Le migliori cure ad ogni paziente, nessuno sia rifiutato" è il mandato che il Papa ha consegnato a medici e infermieri. In Aula Paolo VI anche tanti bambini ammalati con le loro famiglie. Il Pontefice si è fermato con ognuno di loro. "Mi rallegro del buon andamento dell’ospedale e della sua costante crescita, pur tra molte difficoltà, perché è opportuno che nei prossimi anni si possa continuare ad offrire ad ogni paziente le migliori cure, e che nessuno venga rifiutato. Questa attività richiede risorse e spazi adeguati. Le esigenze della ricerca scientifica e la crescente domanda di assistenza, anche dall’estero, - ha osservato Bergoglio - renderanno necessari nei prossimi anni nuovi investimenti nelle strutture e nelle tecnologie". 

"Si tratta - ha spiegato - di un equilibrio difficile, ma è importante che vengano sempre garantite sostenibilità ed efficienza, perché l’ospedale continui ad essere una straordinaria opera di carità della Chiesa. Vi chiedo dunque a tutti scelte coraggiose e rigorose al tempo stesso, generose e prudenti. E vi esorto ad andare avanti, fedeli al Vangelo e obbedienti all’autorità morale dei bambini sofferenti. Da parte mia, vi sono grato specialmente perché aiutate i piccoli malati a sentire accanto a sé la presenza tenera e rassicurante di Gesù".