Papa prega per detenuti di guerra abusati e civili assassinati

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Città del Vaticano, 31 ott. (askanews) - Papa Francesco sofferma la sua attenzione sui detenuti di guerra, "vittime di violazioni dei loro diritti fondamentali, tra cui abusi, violenze e diverse forme di tortura e trattamenti crudeli, disumani e degradanti", i civili "oggetto di rapimenti, sparizioni forzate e omicidi", tra i quali anche numerosi religiosi e religiose, "che hanno pagato con la vita la loro consacrazione a Dio e al servizio della gente, senza preferenze o pregiudizi di bandiere e di nazionalità", nel corso di una udienza ai cappellani militari di tutto il mondo.

"Quattro anni orsono", ha detto il Papa nel discorso ai partecipanti al quinto corso internazionale per la formazione dei Cappellani militari cattolici al Diritto umanitario internazionale, sul tema: "La privazione della libertà in situazione di conflitti armati. La missione dei cappellani militari", che si svolge a Roma, presso Institutum Patristicum Augustinianum, dal 29 al 31 ottobre, "nel ricevere i partecipanti alla precedente edizione di questo Corso di formazione, sottolineavo l'esigenza di respingere la tentazione di considerare l'altro come un nemico da distruggere e non come una persona, dotata di intrinseca dignità, creata da Dio a propria immagine. Esortavo inoltre a ricordare sempre, persino in mezzo alle lacerazioni della guerra, che ogni essere umano è immensamente sacro. Questa esortazione, che desidero rinnovare oggi, assume un significato ancora più pressante nei confronti delle persone private della libertà personale per motivi connessi con i conflitti armati, giacché la vulnerabilità dovuta alla condizione di detenzione è aggravata dal fatto di trovarsi nelle mani delle forze combattenti avverse. Non di rado, le persone detenute nel contesto dei conflitti armati sono vittime di violazioni dei loro diritti fondamentali, tra cui abusi, violenze e diverse forme di tortura e trattamenti crudeli, disumani e degradanti. Quanti civili, poi, sono oggetto di rapimenti, sparizioni forzate e omicidi! Fra di loro, si contano anche numerosi religiosi e religiose, dei quali non si hanno più notizie o che hanno pagato con la vita la loro consacrazione a Dio e al servizio della gente, senza preferenze o pregiudizi di bandiere e di nazionalità. Assicuro la mia preghiera per tutte queste persone e per le loro famiglie, affinché possano avere sempre il coraggio di andare avanti e di non perdere la speranza".