Papa: "Qualche politico merita insulti, ma preghiamo per loro"

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di Enzo Bonaiuto "Pregare per i politici di tutti i colori, tutti! Pregare per i governanti; e anche i governanti, responsabili della vita di un Paese, devono pregare per il loro popolo". E' quanto chiede Papa Francesco, nell'omelia della messa celebrata nella domus Santa Marta in Vaticano, la prima dopo la pausa estiva. "C'è chi afferma che la politica è sporca - riconosce il Pontefice -. Può essere sporca come può essere sporca ognuna delle professioni, ognuna: siamo noi a sporcare una cosa, ma non è la cosa in sé che è sporca", spiega. 

"Ci sono politici, ma anche preti e vescovi, che sono insultati, qualcuno se lo merita, ma ormai è come un’abitudine", osserva il Papa, parlando di "rosario di insulti e di parolacce, di squalificazioni. Sono sicuro che non si preghi per i governanti, anzi: sembrerebbe che la preghiera ai governanti sia insultarli. E così, va la nostra vita nei rapporti con chi è al potere". 

Anche durante l'ultima crisi di governo in Italia, si chiede Papa Francesco, "chi di noi ha pregato per i governanti? Chi di noi ha pregato per i parlamentari? Perché possano mettersi d’accordo e portare avanti la patria? Sembra che lo spirito patriottico non arrivi alla preghiera ma alle squalificazioni, all’odio, alle liti... e finisce così. Si deve discutere e questa è la funzione di un Parlamento, si deve discutere ma non annientare l’altro. Anzi, si deve pregare per l’altro, per quello che ha un’opinione diversa dalla mia".