Papa: riabilita le suocere, 'a volte le pensiamo quasi come il diavolo ma sono madri'

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Città del Vaticano, 27 apr.(Adnkronos) – Il Papa all’udienza generale riabilita la figura della suocera invitando i fedeli ad uscire dai luoghi comuni. "Oggi – dice Bergoglio a braccio – la suocera è personaggio mitico, non dico che la pensiamo come il diavolo, ma sempre la pensiamo in brutta figura; pensiamo invece che è madre, è anziana. Una delle cose più belle delle nonne è vedere i nipotini. Guardate il rapporto con le vostre suocere. A volte sì, sono speciali, ma hanno dato la maternità del coniuge. Se hanno difetti che si correggano. Attente alla lingua!".

Bergoglio, di nuovo in piazza San Pietro per l’udienza generale, arriva in piazza sulla papamobile quindi si fa aiutare da un assistente al momento della discesa. Zoppica vistosamente: il dolore al ginocchio destro non da’ tregua. Anche ieri infatti ha dovuto annullare gli appuntamenti del giorno.

"I vecchi sono grandi, sono belli.- dice il Papa – Oggi ci lasceremo ispirare dallo splendido libro di Rut, un gioiello della Bibbia. La parabola di Rut illumina la bellezza dei legami famigliari: generati dal rapporto di coppia, ma che vanno al di là del legame di coppia. Legami d’amore capaci di essere altrettanto forti, nei quali si irradia la perfezione di quel poliedro degli affetti fondamentali che formano la grammatica famigliare dell’amore. Questa grammatica porta linfa vitale e sapienza generativa nell’insieme dei rapporti che edificano la comunità".

"Sappiamo – osserva ancora Francesco- che i luoghi comuni sui legami di parentela creati dal matrimonio, soprattutto quello fra suocera e nuora, parlano contro questa prospettiva. Ma, appunto per questo, la parola di Dio diventa preziosa. L’ispirazione della fede sa aprire un orizzonte di testimonianza in controtendenza rispetto ai pregiudizi più comuni, un orizzonte prezioso per l’intera comunità umana. Vi invito a riscoprire il libro di Rut! Specialmente nella meditazione sull’amore e nella catechesi sulla famiglia. Questo piccolo libro contiene anche un prezioso insegnamento sull’alleanza delle generazioni: dove la giovinezza si rivela capace di ridare entusiasmo all’età matura, la vecchiaia si scopre capace di riaprire il futuro per la giovinezza ferita". Da qui il monito finale: "Che i giovani parlino voi vecchi questo ponte va ristabilito forte".

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