Papa saluta i 33 profughi (tra loro 10 cristiani) giunti da Lesbo

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Città del Vaticano, 19 dic. (askanews) - Papa Francesco ha salutato personalmente i 33 profughi da Lesbo richiedenti asilo politico, tra cui 14 minori, giunti a Roma con un corridoio umanitario e accolti dal Vaticano con la collaborzione della comunità di Sant'Egidio.

Sulle orme del Papa, che a Lesbo si recò nel 2016, l'Elemosiniere pontificio, cardinale Konrad Krajewski, è tornato a Moria a maggio e poi a dicembre, per constatare di persona la situazione. Ad affiancarlo, ancora una volta, la Comunità di Sant'Egidio. "Quando siamo stati qui a maggio - ha raccontato il porporato a Vatican News - non c'erano tutte queste tende: ci dicono che ci sono arrivi di 2-300 persone durante la notte. Adesso serve la buona volontà di chi governa per svuotare questi che sono 'campi di concentramento'. Cominciamo intanto col portare via da questo campo 33 persone e speriamo che tutta la Chiesa in Europa si apra in questo modo, che tutte le Conferenze episcopali invitino le persone per ospitarle nelle proprie diocesi".

Il Papa questa mattina ha voluto presiedere una breve cerimonia nel Palazzo apostolico, per salutare i 33 - tra di loro, una decina di fedeli cristiani - e svelare una croce, disposta nell'accesso al Palazzo Apostolico dal Cortile del Belvedere, con indosso il giubotto salvagente di un migrante anonimo che, ha spiegato lo stesso Bergoglio, è scomparso lo scorso luglio nel Mediterraneo. Alla fine, il Papa ha salutato anche Daniela Pompei, della comunità di Sant'Egidio, il cardinale Krajewski e il cardinle Michael Czerny, sottosegretario della sezione del Vaticano responsabile dei migranti, che, notoriamente, ha una croce pettorale ricavata dal legno di una barca di migranti naufraghi nel Mediterraneo.