Papa: seminari indigeni, più vocazioni, missionari in Amazzonia -2-

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Città del Vaticano, 26 ott. (askanews) - Papa Francesco ha parlato di "alcune cose che bisogna cambiare" emerse nel corso del Sinodo, perché "la Chiesa continua sempre a riformarsi". Ha ricordato che in un circolo minore si è detto che manca lo zelo apostolico "nel clero della zona non-amazzonica, rispetto a quella amazzonica". Ha spiegato che bisogna formare "i giovani religiosi che hanno una grande vocazione, in questo zelo apostolico per andare alle frontiere". E ha suggerito di mandare questi giovani "per un anno nelle regioni limitrofe", "e lo stesso vale nel servizio diplomatico della Santa Sede", in modo che i giovani sacerdoti che si formano al servizio diplomatico "passino almeno un anno in terra di missione, al servizio di un vescovo".

Sempre riferendosi ai lavori, il Papa ha sottolineato che è stato detto che "c'è una grande quantità di sacerdoti nei Paesi del 'primo mondo', Stati Uniti ed Europa, e non ce n'è per mandare nella zona amazzonica di questi Paesi". Ed ha parlato dei "fidei donum interessati", incontrati da vescovo a Buenos Aires: "avevo qualcuno che veniva per studiare, si è innamorato del luogo con tutto quello che offre il 'primo mondo', e non vuole tornare nella sua diocesi". Un vescovo, per salvare la vocazione, cede, ma Francesco ha ringraziato "i veri sacerdoti fidei donum, che vengono in Europa dall'Africa, dall'Asia e dall'America ma che tornano come fidei donum" dopo essere stati per un periodo in Europa.

Il Pontefice ha toccato poi il tema della donna. "Non ci rendiamo conto - ha detto - di quello che significa la donna nella Chiesa. Guardiamo soltanto la parte funzionale, che è importante". "Ma il ruolo della donna nella Chiesa va ben oltre la funzionalità e di questo bisogna tenere conto". Quindi Papa Francesco ha parlato di riorganizzazione, e riconosce che la Rete ecclesiale panamazzonica, la Repam "deve avere maggiore consistenza" e "progredire nell'organizzazione di semi-conferenze episcopali: c'è una conferenza episcopale del Paese e poi c'è una semi-conferenza episcopale, parziale, di una zona", come accade dappertutto, in Italia con le conferenze regionali. E propone che i paesi dell'Amazzonia abbiano "piccole conferenze episcopali amazzoniche che fanno parte di quella nazionale ma che lavorano poi separatamente".