Papa: “sorella acqua” non è una merce, va assicurata a tutti

Red
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Città del Vaticano, 22 mar. (askanews) - "Per noi credenti, 'sorella acqua' non è una merce: è un simbolo universale ed è fonte di vita e di salute". Lo afferma papa Francesco, citando san Francesco d'Assisi, in occasione della Giornata mondiale dell'acqua che ricorre oggi.

"Tanti fratelli e sorelle hanno accesso a poca acqua e magari inquinata!", afferma Bergoglio su Twitter. "E' necessario assicurare a tutti acqua potabile e servizi igienici".

In un videomessaggio a nome del papa in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua il cardinale Pietro Parolin afferma: "Affrettiamoci a dare da bere agli assetati. Correggiamo i nostri stili di vita, in modo che non sprechino o inquinino. Diventiamo protagonisti di quella bontà che ha portato San Francesco d'Assisi a descrivere l'acqua come una sorella 'che è molto umile, e prezioso e casto'! (Cantico delle creature: FF 263)".

Nel videomesaggio, indirizzato al Direttore Generale della Fao (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura), Qu Dongyu, e al Direttore Generale dell'Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura) Audrey Azoulay, e ai partecipanti all'evento virtuale organizzato per l'occasione dalle agenzie Onu, il Segretario di Stato vaticano afferma: "'Dare valore all'acqua, come recita il tema di quest'anno, significa cambiare il nostro linguaggio. Invece di parlare del suo 'consumo', dobbiamo fare riferimento al suo 'uso' ragionevole, in base alle nostre reali esigenze e nel rispetto di quelle degli altri. Perché 'se qualcuno possiede acqua in avanzo, e tuttavia la conserva pensando all'umanità, è perché ha raggiunto un livello morale che gli permette di andare oltre sé stesso e il proprio gruppo di appartenenza' (Enc. Fratelli Tutti, n. 117). Se viviamo con sobrietà e mettiamo la solidarietà al centro dei nostri criteri, useremo l'acqua razionalmente, senza sprecarla inutilmente, e possiamo condividerla con chi ne ha più bisogno".

Ad esempio, prosegue il porporato veneto, "se proteggiamo le zone umide, riduciamo le emissioni di gas serra, consentiamo ai piccoli agricoltori di irrigare e migliorare la resilienza nelle aree rurali, le comunità a basso reddito, che sono le più vulnerabili per l'approvvigionamento idrico, ne beneficerebbero e uscirebbero dalla situazione di prostrazione e oblio". "'Valorizzare l'acqua può anche significare riconoscere che la sicurezza alimentare e la qualità dell'acqua sono intimamente legate l'una all'altra. In effetti, questa risorsa gioca un ruolo essenziale in tutti gli aspetti dei sistemi alimentari: nella produzione, lavorazione, preparazione, consumo e, in parte, anche nella distribuzione del cibo. l'accesso all'acqua potabile e una corretta igiene riducono il rischio di contaminazione degli alimenti e la diffusione di malattie infettive, che influiscono sullo stato nutrizionale e sulla salute delle persone. Molti, sì non la maggior parte delle patologie di origine alimentare provengono effettivamente da una scarsa qualità dell'acqua utilizzata nella sua produzione, lavorazione e preparazione".

Una situazione aggravata dalla pandemia di coronavirus: non bisogna dimenticare, sottolinea infatti Parolin, "l'attuale crisi sanitaria, che ha accentuato le disuguaglianze nelle condizioni sociali ed economiche esistenti, evidenziando i danni causati dall'assenza o inefficienza dei servizi idrici tra i più bisognosi".