Papa spiega che accoglienza dei migranti è una richiesta di Dio

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Città del Vaticano, 29 set. (askanews) - La "preoccupazione amorosa" verso i meno privilegiati è "richiesta" al popolo di Dio: lo ha spiegato Papa Francesco nell'omelia della messa a piazza San Pietro per la Giornata mondiale dei rifugiati e dei rifugiati, sottolineando che l'accoglienza degli stranieri è iscritta nella Bibbia.

"Nel libro dell'Esodo", ha detto il Papa, "il Signore ammonisce il popolo di non maltrattare in alcun modo le vedove e gli orfani, perché Egli ascolta il loro grido. Lo stesso avvertimento viene ripreso due volte nel Deuteronomio, con l'aggiunta degli stranieri tra le categorie protette. E la ragione di tale monito è spiegata chiaramente nello stesso libro: il Dio di Israele è Colui 'che fa giustizia all'orfano e alla vedova, che ama lo straniero e gli dà pane e vestito'. Questa preoccupazione amorosa verso i meno privilegiati è presentata come un tratto distintivo del Dio di Israele, ed è anche richiesta, come un dovere morale, a tutti coloro che vogliono appartenere al suo popolo. Ecco perché dobbiamo avere un'attenzione particolare verso i forestieri, come pure per le vedove, gli orfani e tutti gli scartati dei nostri giorni. Nel Messaggio per questa 105a Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato si ripete come un ritornello il tema: 'Non si tratta solo di migranti'. Ed è vero: non si tratta solo di forestieri, si tratta di tutti gli abitanti delle periferie esistenziali che, assieme ai migranti e ai rifugiati, sono vittime della cultura dello scarto. Il Signore ci chiede di mettere in pratica la carità nei loro confronti; ci chiede di restaurare la loro umanità, assieme alla nostra, senza escludere nessuno, senza lasciare fuori nessuno".