Papa a suore carmelitane in Madagascar: date speranza ai poveri

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Roma, 7 set. (askanews) - "La fede è il bene più grande dei poveri! È molto importante che questa fede sia annunciata, rafforzata in loro, che li aiuti davvero a vivere e a sperare". Così dice Papa Francesco nell'omelia consegnata al monastero delle Carmelitane Scalze. Nella contemplazione, si legge, "Dio vi offre il dono dell'intercessione. Con la vostra preghiera, voi, come delle madri, prendete i figli sulle spalle e li portate verso la terra promessa".

"L'intercessione - ha scritto ancora il Pontefice - esprime l'impegno fraterno con gli altri quando in essa siamo capaci di includere la vita degli altri, le loro angosce più sconvolgenti e i loro sogni più belli. Di chi si dedica generosamente a intercedere si può dire con le parole bibliche: 'Questi è l'amico dei suoi fratelli, che prega molto per il popolo´".

"Care sorelle contemplative senza di voi, che ne sarebbe della Chiesa e di quanti vivono nelle periferie umane del Madagascar? Cosa accadrebbe a tutti coloro che lavorano in prima linea nell'evangelizzazione, e qui in particolare in condizioni molto precarie, difficili e talvolta pericolose?. Tutti si appoggiano alla vostra preghiera e al dono sempre rinnovato della vostra vita, un dono molto prezioso agli occhi di Dio che vi fa partecipare al mistero della redenzione di questa terra e delle amate persone che vi abitano".

Poi ha aggiunto: "Un monastero è sempre un luogo in cui arrivano i dolori del mondo, quelli della vostra gente. Possano i vostri monasteri, nel rispetto del vostro carisma contemplativo e delle vostre costituzioni, essere luoghi di accoglienza e di ascolto, specialmente per persone molto infelici. Oggi sono con noi due mamme che hanno perso i loro figli e riassumono tutti i dolori dei vostri fratelli isolani. Siate attente al grido e alle miserie degli uomini e delle donne intorno a voi, che vengono a voi consumati dalla sofferenza, dallo sfruttamento e dallo scoraggiamento. Non siate di quelli che ascoltano solo per vincere la noia, soddisfare la curiosità o raccogliere argomenti di conversazione".

Il Santo Padre, prima di lasciare il monastero, ha poi incontrato i sopravvissuti di una famiglia vittima dell'epidemia di morbillo che ha colpito duramente il Madagascar nei mesi scorsi.