Papa in Thailandia: penso a donne e bambini feriti, violentati

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Roma, 21 nov. (askanews) - Il Papa, incontrando le autorità tailandesi, ha rivolto un pensiero a donne e bambini sfruttati e ridotti in schiavitù. "Penso a quelle donne e a quei bambini del nostro tempo che sono particolarmente feriti, violentati ed esposti ad ogni forma di sfruttamento, schiavitù, violenza e abuso" ha detto il pontefice rivolgendo un saluto al primo ministro Prayuth Chan-ocha. "Esprimo la mia riconoscenza al governo tailandese per i suoi sforzi volti ad estirpare questo flagello, come pure a tutte le persone e le organizzazioni che lavorano instancabilmente per sradicare questo male e offrire un percorso di dignità". "Il futuro dei nostri popoli è legato, in larga misura, al modo in cui garantiremo ai nostri figli un futuro nella dignità".

Il Papa si è anche soffermato sulle migrazioni: "la crisi migratoria mondiale non può essere ignorata. La stessa Tailandia, nota per l'accoglienza che ha concesso ai migranti e ai rifugiati, si è trovata di fronte a questa crisi dovuta alla tragica fuga di rifugiati dai Paesi vicini. Auspico, ancora una volta, che la comunità internazionale agisca con responsabilità e lungimiranza, possa risolvere i problemi che portano a questo tragico esodo e promuova una migrazione sicura, ordinata e regolata".

"Possa ogni nazione approntare dispositivi efficaci allo scopo di proteggere la dignità e i diritti dei migranti e dei rifugiati, i quali affrontano pericoli, incertezze e sfruttamento nella ricerca della libertà e di una vita degna per le proprie famiglie".