Papa, torta alle nocciole e menù tradizione piemontese per il pranzo con i familiari

(Adnkronos) - Una torta alle nocciole per festeggiare i 90 anni della cugina Carla ha concluso il pranzo, all’insegna della tradizione piemontese, di Papa Francesco in vescovado ad Asti con una trentina di familiari a cui ha partecipato anche il vescovo, monsignor Marco Prastaro. Insalata russa, peperoni in bagna cauda, vitello tonnato e battuta di carne al coltello per antipasto, agnolotti del plum al sugo d’arrosto come primo piatto seguito da un secondo di arrosto con piselli e carote, il tutto annaffiato da Grignolino, Barbera e Moscato.

A cucinare il pranzo la cooperativa sociale Argo e l’Associazione Piam che si occupa di donne e immigrazione, a servire i ragazzi dell’Albergo Etico che occupa ragazzi disabili, mentre la torta, di cui il Papa ha firmato la ricetta, e’ stata realizzata dalla scuola alberghiera di Agliano ‘Colline astigiane’.

La ricetta della torta con cui il Papa ha festeggiato oggi in vescovado ad Asti i 90enne della cugina Carla è stata elaborata in esclusiva per l’occasione, e ha impegnato per giorni allievi e insegnanti del corso di cucina dell’Afp Agenzia di Formazione Professionale Colline Astigiane di Agliano Terme. La torta era composta da sette strati, in cui si alternavano i gusti cioccolato, crema chantilly e nocciola e misurava 50 x 35 centimetri. In segno di riconoscenza, Papa Francesco ha firmato, solo con il suo nome, il progetto-disegno della grande torta.

"E' stata una grande emozione avere l’onore di fare la torta per la cugina del Papa- commenta Annalisa Conti, presidente dell’Afp - non potevamo chiedere di meglio per iniziare i festeggiamenti dei primi 50 anni della nostra scuola, che dal 1972, forma professionisti della ristorazione e nel campo alberghiero. Ringrazio i nostri ragazzi e i nostri docenti che hanno messo tutto l’impegno per rendere speciale questo momento" Non è la prima volta che gli studenti della Scuola cucinano per un Papa: era già successo il 26 settembre 1993, sempre in Vescovado, per Papa Wojtyla in occasione della sua visita per la beatificazione di monsignor Giuseppe Marello.