Papa: voglio andare in Ucraina ma debbo aspettare il momento migliore

Image from askanews web site
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Città del Vaticano, 4 giu. (askanews) - "Io avrei voglia di andare in Ucraina; soltanto, devo aspettare il momento per farlo. Perché non è facile prendere una decisione che può fare più del male a tutto il mondo che del bene. Devo cercare il momento giusto per farlo. La settimana prossima io riceverò rappresentanti del governo dell'Ucraina, che verranno a parlare, a parlare anche di una eventuale visita mia lì. Vediamo cosa succede". Questa confidenza di Papa Francesco è stata affidata oggi ad alcuni bambini ricevuti nel Cortile di San Damaso del Palazzo Apostolico, in Vaticano. Francesco ha risposto a braccio ad alcune domande poste dai piccoli partecipanti al "Treno dei Bambini", iniziativa promossa dal "Cortile dei Gentili".

Tra le varie domande, molte hanno riguardato il suo ministero di papa e le responsabilità che questo comporta. "L'importante, in qualsiasi mestiere in cui la vita ti metta, è che tu non smetti di essere tu, con la tua propria personalità. - ha detto Francesco ai suoi piccoli ospiti - Se una persona, per entrare in un posto, o se la vita lo ha messo in quel posto, cambia la personalità, è una persona artificiale, e in questo si perde. Bisogna sempre sentire le cose come vengono, con autenticità: mai, mai travestire i sentimenti. Allora, come mi sento io come Papa? Come una persona, come ognuno di voi nel proprio mestiere, nel proprio lavoro. Perché anche io sono una persona come voi, e se io ho questo mestiere devo cercare di farlo nel modo più umile e più secondo la mia personalità, senza cercare di fare cose estranee a quello che io sono". "È vero che è una responsabilità un po' pesante, a volte, perché ti fa paura. - ha poi detto Francesco rispondendo ad un'altra domanda sulla sua missione - Ma io cerco di sentirla nel modo più naturale, perché se il Signore mi ha chiesto questo, è perché Lui mi darà la forza di non sbagliare, stare attento a non sbagliare. Sento la mia responsabilità come un servizio, come tu sentirai la tua come un servizio agli altri, alla tua famiglia, e quando ti sposerai, alla tua famiglia, a tutti. Il servizio: la responsabilità di servire gli altri, essere di aiuto agli altri; non essere sopra gli altri, come una persona che comanda, no, no. Come uno degli altri che, se ha l'ufficio di comandare, lo fa come ognuno di noi".

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