"Papyrus" e la grande resistenza dei libri contro chi li vuole cancellare e bruciare

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Dice Irene Vallejo, autrice di un libro straordinario come “Papyrus. L’infinito in un giunco, la grande avventura del libro nel mondo antico” tradotto in Italia da Bompiani: “la storia dei libri dimostra che sono dei grandi sopravvissuti attraverso i millenni, che hanno superato epoche e situazioni difficili, saccheggi, crolli di imperi, guerre, persecuzioni, incendi, inondazioni. Credo che i libri abbiano una ‘cattiva salute di ferro’, come certi malati”.

Dedicato agli apocalittici seriali, ai cultori ossessivi della materia “fine dell’arte, fine della cultura, fine del romanzo, fine del libro”, a chi non sa guardare la storia e le sue peripezie. I libri restano, nelle forme più diverse, ma restano, diffusi in mille canali differenti, ma restano. Anche se gli apocalittici lamentano che la nostra civiltà è troppo schiacciata sul presente, in realtà sono così immersi nel presente da non accorgersi che le apocalissi del passato hanno piegato, ma non spezzato i libri. Da non accorgersi della quantità immensa di libri che sono stati mandati al rogo e perseguitati nel corso della storia.

Il libro di Irene Vallejo ci consente di riguadagnare questa profondità storica e di ammirare l’enorme volontà di sopravvivenza che i libri hanno mostrato nel corso dei secoli e dei millenni. Hanno attraversato catastrofi immani, davvero possono avere paura di Internet e dei social?

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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