Paradosso anziani: dai 65 agli 85 anni si dimezzano cure per cuore -2-

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Roma, 14 feb. (askanews) - "Questi dati mostrano una mancata o insufficiente utilizzazione, nei pazienti più anziani, di terapie e interventi che potrebbero mantenerli in salute - spiegano Boccanelli e Marchionni - ciò, almeno in parte, deriva dall'errata convinzione che una persona molto anziana non tragga significativi benefici dalle terapie. Non è affatto così e i farmaci appropriati si dimostrano almeno altrettanto efficaci anche negli ultra85enni. Si continua invece a pensare che non sia "conveniente", dal punto di vista clinico ed economico, trattare bene un paziente man mano che invecchia. Invece è vero il contrario: gli anziani in forma possono essere una preziosa risorsa sociale e si stima che possano far crescere la produttività del Paese dell'1%".

Gli studi infatti non documentano solo il sotto-trattamento, progressivamente più rilevante all'aumentare dell'età, ma ne valutano anche le conseguenze. "Anche negli ultra85enni la mortalità dopo un anno da un infarto, ad esempio, è risultata in media del 70% inferiore nei pazienti che avevano ricevuto tutte le terapie raccomandate, rispetto a quelli non trattati in modo inadeguato" - commenta Andrea Ungar, professore di Geriatria all'Università di Firenze e co-presidente del Congresso - "Anche nei molto anziani, nei quali i farmaci vanno utilizzati con cautela per un maggior rischio di eventi avversi, la loro corretta prescrizione si rivela efficace e fornisce un contributo fondamentale per allungare la vita, migliorarne la qualità e ridurre eventi letali".

"Il profilo generale di scarso interesse nei confronti dei bisogni di salute soprattutto dei grandi anziani indica un atteggiamento pericolosamente discriminatorio: un paziente anziano a cui non vengono prescritti farmaci ed esami può sembrare un risparmio per la collettività ma, alla fine, è vero l'opposto. I pazienti curati male si ricoverano e si ammalano molto più degli altri per cui, a lungo andare, spendiamo molto di più per rimediare a terapie e diagnosi inadeguate che per trattare come si deve chi ha bisogno delle cure, indipendentemente dalla sua età. Manca dunque una cultura che metta alla porta l'ageismo sia da parte del Servizio Sanitario Nazionale che non investe abbastanza risorse nelle cure, sia da parte degli stessi anziani che si considerano spesso 'troppo vecchi' per averne benefici" concludono gli esperti.