Paradosso Raggi: dopo il no alle Olimpiadi, costretta a inseguire Draghi sull'Expo

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This photo taken on February 25, 2021 shows Italy's Prime Minister, Mario Draghi (R) and Rome mayor Virginia Raggi (Front L) leave after attending the state funerals of slain Italian Ambassador Luca Attanasio and Italian Carabinieri police officer, Vittorio Iacovacci, at the Basilica of St. Mary of the Angels and the Martyrs in Rome. - Italy's ambassador to the DRC and his bodyguard, Italian Carabinieri police officer Vittorio Iacovacci were killed on February 22, 2021 after armed assailants in the eastern DRC ambushed a convoy that was travelling to a World Food Programme (WFP) school feeding programme. (Photo by Vincenzo PINTO / AFP) (Photo by VINCENZO PINTO/AFP via Getty Images) (Photo: VINCENZO PINTO via Getty Images)
This photo taken on February 25, 2021 shows Italy's Prime Minister, Mario Draghi (R) and Rome mayor Virginia Raggi (Front L) leave after attending the state funerals of slain Italian Ambassador Luca Attanasio and Italian Carabinieri police officer, Vittorio Iacovacci, at the Basilica of St. Mary of the Angels and the Martyrs in Rome. - Italy's ambassador to the DRC and his bodyguard, Italian Carabinieri police officer Vittorio Iacovacci were killed on February 22, 2021 after armed assailants in the eastern DRC ambushed a convoy that was travelling to a World Food Programme (WFP) school feeding programme. (Photo by Vincenzo PINTO / AFP) (Photo by VINCENZO PINTO/AFP via Getty Images) (Photo: VINCENZO PINTO via Getty Images)

Il contropiede di Draghi vorrebbe mandare Roma in gol sull’Expo 2030. Ma chi cerca di non farsi infilzare da questo affondo improvviso del premier sulla candidatura della Capitale per il grande evento internazionale è il Movimento 5 Stelle. Passano pochi minuti dall’annuncio di Palazzo Chigi e i pentastellati modello Conte si tuffano sulla proposta per togliere dall’imbarazzo la sindaca Virginia Raggi, aspirante al bis. Provano a cancellare il famoso “no” del primo cittadino alla candidatura olimpica di Roma del 2024, quando l’inquilina del Campidoglio disse urbi et orbe “è da irresponsabili dire sì a questa candidatura”. Adesso per un rovesciamento della storia i primi a dire sì all’Expo 2030 sono proprio i grillini. L’obiettivo è quello di aiutare la Raggi e di non lasciare campo libero agli altri candidati su questo grande evento.

Le parole di Draghi, nella fase cruciale della campagna elettorale a Roma, fanno misurare tutto il pentimento che, anche rispetto all’organizzazione di kermesse planetarie con possibili grandi ritorni economici, è maturato nel Movimento grillino. Non parla la Raggi direttamente ma per primi a scrivere una nota sono i parlamentari romani che affannosamente non vogliono far figurare il nuovo corso targato Conte come un partito del ‘no’. E allo stesso tempo intendono dare alla sindaca a caccia di un ritorno al Campidoglio un profilo modernista e non più aggrappato a quelle vecchie posizioni ideologiche che privarono Roma di una possibilità importante appena pochi anni fa.

“È una bellissima notizia per la Capitale e un’occasione imperdibile che darà un ritorno in termini economici, occupazionali e di visibilità internazionale”, dicono i parlamentari romani del MoVimento 5 Stelle commentando la notizia della candidatura di Roma ad ospitare Expo 2030. Ed ecco lo spot dedicato alla Raggi: “E se ciò è stato possibile è anche per l’impegno della sindaca Virginia Raggi che ha fatto partire questo progetto già due anni fa consolidandolo con gli attori istituzionali e privati. Dopo il ‘No’ alle Olimpiadi – aggiungono – siamo stati accusati di essere contrari per principio ai grandi eventi. Non è così!”.

Nelle chat dei parlamentari appena si è sparsa la notizia dell’abbraccio grillino all’Expo c’è chi propone il coretto “Come si cambia per non morire...” di Fiorella Mannoia. Conte dichiara: “Siamo assolutamente favorevoli, Virginia Raggi ci teneva molto e da questo punto di vista l’abbiamo appoggiata. Salutiamo davvero con favore questa prospettiva”. Il tandem tra i due questa volta ha funzionato in maniera naturale, bisognerà vedere se non si romperà quando Conte cercherà di aiutare Roberto Gualtieri al ballottaggio, se arriverà lui a quell’appuntamento, e la Raggi chissà.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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